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Legambiente: «La plastica minaccia le acque del Garda». Dal carpione all’alborella, il calo drastico dei pesci pregiati a causa dell’inquinamento e dello sfruttamento

La plastica minaccia le acque dei laghi. A rivelarlo sono i risultati dei campionamenti effettuati a luglio da Goletta dei laghi, la campagna itinerante di Legambiente. Nel Sebino, Lario, Verbano e Benaco, per la prima volta in Italia, accanto al monitoraggio della presenza di inquinamento da batteri di origine fecale, è stato condotto anche un campionamento di microplastiche.

I campioni prelevati nei principali laghi del nord Italia sono stati sottoposti a indagini di laboratorio e hanno rivelato la presenza di microparticelle plastiche in tutti i prelievi effettuati. I laghi in cui sono state trovate più particelle sono l’Iseo e il Maggiore, con valori medi di densità di 40.396 e 39.368 particelle su chilometro quadrato di superficie campionata, seguiti dal lago di Garda con 25.259 particelle su chilometro quadrato. La sezione lacustre a maggiore densità di microlitter è risultata la porzione del Verbano che va da Arona (No) ad Angera (Va), zona in cui confluiscono le correnti verso l’uscita. «Purtroppo i corsi d’acqua – sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – continuano ad essere incessantemente sul banco degli imputati: l’Oglio sul Sebino, l’Adda sul Lario, i torrenti Bardello, Acquanegra e Boesio sul Verbano, il Bolletta sul Ceresio e per finire il Maguzzano sul Benaco. Quasi sempre pesano la mancanza di infrastrutture fognarie dei comuni dell’entroterra o l’inadeguatezza dei depuratori per il troppo carico antropico». Il progetto è stato possibile grazie alla collaborazione scientifica di Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e dell’Università Cà Foscari di Venezia, con le quali Legambiente ha studiato un protocollo specifico per i laghi, adattando il modello fino ad oggi impiegato solo nei mari.

Dal carpione all’alborella, il calo drastico dei pesci pregiati nel lago di Garda

Calano drasticamente i pesci pregiati nel lago di Garda. L’inquinamento e lo «sfruttamento» turistico delle acque benacensi hanno messo in seria crisi la presenza di carpione, alborella e agone (o sarda). Ma non stanno tanto bene nemmeno il cavedano e l’anguilla contaminata da diossina. «Sono cresciuto mangiando carpione e vedere oggi che mancano tutti questi pesci nel lago è un dolore», ha esordito il sindaco Stefano Nicotra nel convegno organizzato venerdì a Torri, alla presenza dell’assessore regionale alla Caccia e Pesca Giuseppe Pan, a cui hanno partecipato anche numerosi pescatori. Ne è emerso un quadro a tinte fosche, descritto anche in un volantino distribuito dal Club Dirlindana di Malcesine, intitolato: «Allarme, i pesci del Garda invocano aiuto!». Il refrain, così, è stato: «È inderogabile il rifacimento del collettore». Un’opera che anche l’assessore regionale Pan ha ricordato come «prioritaria e strategica» per la salute del Garda. Pan ha promesso, poi, una campagna di controllo sul bracconaggio, con la richiesta di trasferire le competenze delle polizie provinciali in un unico coordinamento regionale. L’assessore ha poi annunciato la messa a disposizione di 48 milioni dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp), destinati a progetti professionali. «Le cooperative e le associazioni di pescatori, anche quelle del lago, possono presentare progetti per la tutela della risorsa ittica e accedere a questi soldi», ricordando anche il milione e mezzo inserito nel bilancio Veneto con la stessa finalità.

L’Arena e il Corriere del Veneto – 14 novembre 2016 

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