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Legge Bilancio: slitta il parere delle Regioni. Garavaglia : “Fondo 2018 scende a poco più di 112 miliardi, altro che nuovi Lea, ci saranno meno servizi e più liste d’attesa”

Slitta il parere delle Regioni sulla legge di Bilancio, atteso per oggi in Conferenza Regioni.

Per la sanità – ha dichiarato Massimo Garavaglia, coordinatore degli assessori regionali al Bilancio e assessore in Lombardia, al termine della seduta della Conferenza delle Regioni  – la situazione è molto compromessa. Di fatto il Fondo sanitario si riduce di mezzo miliardo di euro perché quello che pesa, per un miliardo e trecento milioni e che riguarda il contratto, non è finanziato. Il Fondo sanitario scende quindi a poco più di 112 miliardi, rispetto ai 112,6 di quest’anno; sono circa 500 milioni in meno. Altro che nuovi Lea: sono meno servizi e più liste d’attesa”.

E Garavaglia rincara la dose: “Segnaliamo alcune criticità sulla manovra: per la parte non sanitaria di fatto la manovra del Governo, se togliamo i 16 miliardi per l’Iva, di fatto vale 4 miliardi circa di cui 3 arrivano dalle Regioni. E’ quindi il comparto Regioni che permette di fare la manovra, si rischia di mandare tante realta’ in esercizio provvisorio senza fare i bilanci, si sta esagerando”.

A tutto questo Garavaglia aggiunge che c’è un taglio del 32-33% alle Politiche sociali e della non autosufficienza.

Le Regioni martedì prossimo, 7 novembre, saranno sentite in audizione davanti alle commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato, mentre giovedì 9 novembre, nella prossima Conferenza, i governatori esprimeranno il parere sulla manovra. I temi aperti sono quindi sostanzialmente due: la sanità e il passaggio del personale dalle Province alle Regioni.

“Ad oggi non ci sono le condizioni minime per un’intesa”, ha detto il presidente della Liguria, Giovanni Toti, al termine della Conferenza. “Con i numeri attuali – ha spiegato – si dovrebbe intervenire ancora una volta o sui Lea o su altre voci della sanità. Ai tagli ulteriori che arrivano con questa finanziaria occorre trovare un accordo per almeno 300 milioni” per gli investimenti “per non produrre una ulteriore gelata che danneggerebbe anche quel refolo di crescita che c’è”.

“Siamo molto lontani – ha aggiunto – sul Fondo sanitario nazionale che nominalmente aumenta, ma su cui viene caricato l’intero gravame del rinnovo del contratto del settore medico e di fatto diminuisce di molte centinaia di milioni di euro, a discapito delle prestazioni ai cittadini”. Per Toti “bisogna trovare una soluzione sugli investimenti e ragionare sul Fondo Sanitario Nazionale che non può fare la politica del gambero: nominalmente cresce ma di fatto cala ogni anno”.

Alle audizioni, ha concluso “spiegheremo le nostre ragioni e ci auguriamo che si trovi una sintesi virtuosa per poter esprimere un parere favorevole che è nell’interesse di tutti”.

“Ci sono due grandi spazi dei quali bisogna trattare”: la sanità da una parte e tutto il resto dell’altra. “Sulla prima ci sono ancora della criticità, utilizzeremo questa settimana per superarle e cercare dei punti di equilibrio, come abbiamo sempre fatto, cercheremo di fare la nostra parte, consapevoli però che questo è il momento di rilanciare sulla crescita e sugli investimenti”, ha spiegato la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, al termine della seduta della Conferenza delle Regioni.

“La sanità sta affrontando sfide nuove: nuovi farmaci, Lea, e quindi è necessario di rifare i conti ed anche di prevedere delle risorse in più”, ha aggiunto  Serracchiani.

Un verdetto ancora tutto da definire: “Abbiamo deciso all’unanimità – ha detto l’assessore al Bilancio dell’Emilia Romagna, Emma Petitti –  anche in Commissione affari finanziari, di rivedere alcuni punti, fare proposte ed emendamenti e sulla base di questi crediamo si possa trovare un’intesa alla legge di bilancio», ha affermato spiegando che le questioni più importanti riguardano la Sanità e i centri per l’impiego.

Quotidiano sanità – 2 novembre 2017

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