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Legge di stabilità 2014, inizia la settimana decisiva. Ecco gli ultimi emendamenti

Tra gli ultimi discussi emendamenti, quali sono stati accolti e quali respinti nel testo modificato

Si apre oggi quella che, senza dubbio sarà la settimana decisiva per l’approvazione in Senato della legge di stabilità 2014. Smaltiti gli emendamenti in commissione Bilancio, ora serve la votazione finale di palazzo madama per far completare alla finanziaria il primo passaggio parlamentare.

Un passaggio che, comunque, si annuncia ostico, viste le lungaggini a cui il testo è andato incontro nei giorni scorsi in commissione Bilancio. Le votazioni sulle modifiche arrivate – oltre tremila in tutto – hanno infatti messo a repentaglio la normale scansione parlamentare programmata per la luce verde alla legge di stabilità.

Così, finalmente sembra che i tempi siano maturi per l’approdo in aula, anche se con leggero ritardo rispetto alla tabella di marcia stabilita all’arrivo del testo a palazzo Madama.

Negli ultimi giorni, diversi emendamenti, bocciati o inseriti nel testo, hanno suscitato aspre polemiche, soprattutto per i settori che andavano a toccare. Vediamo dunque che fine hanno fatto, alla vigilia della votazione in Senato della legge di stabilità 2014.

Vendita spiagge. L’emendamento proposto congiuntamente da Pd e Pdl è stato dichiarato inammissibile, avrebbe prodotto una parziale esclusione dal demanio.

No tax area. L’idea era quelal di alzare la no tax area per tutti – lavoratori e pensionati – fino ai 12mila euro, mentre attualmente è a 8mila euro per i primi e 7500 per i secondi. La proposta è stat dichiarata irricevibile per problemi di copertura.

Canone Rai. Accolto l’emendamento che dovrebbe aumentare il costo del canone rai per i contribuenti di circa 6 euro, che finiranno in un apposito Fondo di nuova istituzione nel ministero per lo Sviluppo.

Sigarette elettroniche. Aggiunto in extremis una modifica che modificherebbe radicalmente la tassazione prevista sulel e-cig a partire dal primo gennaio, con flessione dell’imposta dal 58% al 25%.

Tuc. Anche il Tributo unico comunale dovrebbe aver trovato spazio nella versione definitiva del testo in via di approvaizone a palazzo madama: viene istituito il Tributo unico comunale, imposta che graverà sui proprietari di immobili, esculse prime case. Sul tema, facile attendersi ancora forti contrasti in aula.

Cartelle esattoriali. Tra le novità inserite nel testo modificato, ha trovatospazio anche un provvedimento che abbuona gli interessi per le cartelle ancora pendenti col fisco, se pagate immediatamente all’80%. in questo senso, stanno arrivando proposte di alzare la cifra al 100%.

Leggi Oggi – 19 novembre 2013 

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