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Legge di Stabilità corretta, un miliardo alle Regioni e sconti Irap a tutti. Slittano emendamenti del governo. Quelli totali sono 3.800, ridotti alla fine a 500

Roberto Petrini. Chiudere la partita con le Regioni, rinviare la local tax, nessuna apertura per maggiori risorse agli ammortizzatori sociali. Il governo, sotto stretta sorveglianza dell’Europa, riduce al minimo indispensabile il suo intervento sulla legge di Stabilità in discussione al Senato. Il pacchetto di emendamenti, atteso per oggi, è slittato alla nottata e con tutta probabilità vedrà la luce oggi. Una decina di modifiche sulle quali la trattativa all’interno del governo, alle prese con le tensioni politiche nella maggioranza e con lo sciopero generale di oggi, c’è stata discussione fino all’ultimo momento.

Unico pacchetto certo è quello delle Regioni. I tagli di 4 miliardi non sono stati digeriti dai governatori e in prima linea dal presidente della Conferenza Chiamparino che ancora ieri era in attesa di vedere la soluzione adottata dall’esecutivo. L’emendamento dovrebbe mettere sul tavolo un miliardo in più di allentamento del patto di stabilità: misura che dovrebbe consentire alle Regioni di finanziare con maggiore agibilità i Comuni ed essere legata al pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Il miliardo si aggiunge a quello già inserito fin dall’inizio in «Finanziaria» per allentare il patto di stabilità dei Municipi per la parte relativa agli investimenti. Le altre due misure prevedono la possibilità per le Regioni di rimodulare i mutui con la Cassa depositi e prestiti, mentre per la sanità — sulla quale erano centrati i timori dei governatori — tutto sarebbe rinviato ad un successivo intervento.

Quasi certa la correzione dell’Irap: la cancellazione dalla base imponibile del costo del lavoro ha comportato l’eliminazione dei tagli di aliquota effettuati dal governo prima dell’estate. In questo modo tuttavia sono rimaste senza sconto-Irap tutte le aziende senza lavoratori: un emendamento del governo prevederà una limatura fiscale anche per questi soggetti. Si prevede anche l’intervento sui forfait fiscali, in modo da rendere omogeneo l’intervento tra i contribuenti. Quasi obbligato l’intervento sulla razionalizzazione della tassazione delle slot machine, chiesto dall’Europa.

In bilico la riduzione della tassazione dei fondi pensione: secondo il Pd dovrebbe scendere dal 20 della Camera al 17 per cento, ma nel governo ancora si sta lavorando per raggiungere un’intesa viste le implicazioni in termini di risorse.

Intanto ieri la Commissione Bilancio e il relatore Giorgio Santini (Pd) hanno lavorato alla scrematura degli emendamenti che do- vrebbero scendere da 3.800 a 500. Restano agli atti comunque una serie di proposte bizzarre ad opera di tutti i gruppi parlamentari: dall’origano ai sepolcri, da Fido ai detersivi. Vaccari del Pd si è segnalato per un detrazione fiscale del 36 per cento per la mesta opera di ristrutturazione di tombe e manufatti cimiteriali. C’è anche chi guarda all’orto: le senatrici del Pd Venera Padua e Leana Pignedoli propongono di inserire «l’origano a rametti o sgranato» nell’elenco dei beni soggetti all’aliquota Iva agevolata al 6%. La grillina Serenella Fucksia punta al «cibo per cani e gatti e prodotti farmaceutici veterinari» mentre Carlo Martelli e Paola Nugnes, anche loro del M5S, propongono l’Iva agevolata a «detersivi e prodotti per l’igiene con certificazione biologica».

E intanto sul sito del ministero dell’Economia ieri è stata pubblicata una circolare del Tesoro che vieta ai dipendenti pubblici di ricevere regali di valore superiore ai 150 euro.

Repubblica – 12 dicembre 2014

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