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L’esercito dice addio a Vittorio Veneto. Svuotati i palazzi e le caserme. Il sindaco: «La città non sarà più la stessa»

Vittorio Veneto dice addio all’Esercito. La città che ha legato il proprio nome alla fine della Grande Guerra è stata teatro questa mattina, sabato, della cerimonia di commiato del primo Comando Forze di Difesa, a sessant’anni esatti dal suo insediamento come quinto Corpo d’Armata, avvenuto il 30 settembre 1953.

Commozione e dispiacere per la partenza dei 500 soldati, che tuttavia per la maggior parte continueranno ad essere impiegati nel Nord Est.

Resteranno invece vuote le caserme, i palazzi e l’aviosuperficie che per decenni hanno costituito «una comunità militare che si è quasi fusa con quella civile, tanto che ora la città non sarà più la stessa», come ha ricordato il sindaco Gianantonio Da Re, nel donare il gonfalone rossoblù al generale di corpo d’armata Claudio Graziano, che a propria volta ha consegnato al Comune la croce d’oro al merito dell’Esercito.

Decisa nell’ambito della spending review, la soppressione del primo Fod darà vita a due nuovi comandi che ne assorbiranno le attuali competenze: da un lato il Comando Forze di Difesa Interregionale Nord, con sede a Padova e funzioni in dieci regioni per quanto riguarda le attività di concorso operativo e di bonifica e gli interventi in caso di calamità naturali; dall’altro la Divisione Friuli, situata a Firenze, per il comando e il controllo delle brigate e dei reggimenti di manovra.

Angela Pederiva – Corriere.it – 28 settembre 2013

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