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Letta: priorità è taglio tasse sul lavoro. «Presto l’agenda digitale»

Il nuovo governo, una «start up sballottata, ma con grande determinazione», ha l’agenda digitale tra le sue priorità: nei prossimi giorni – ha ricordato il presidente del Consiglio Enrico Letta , intervenuto al Festival dell’economia di Trento – l’esecutivo la lancerà. Un’altra priorità è la lotta la mancanza di lavoro tra i giovani.

L’obiettivo del governo, ha spiegato il presidente del Consiglio, é realizzare un piano nazionale sull’occupazione con l’obiettivo «di far scendere la disoccupazione giovanile nei prossimi anni, possibilmente sotto il 30%». La priorità del governo – un esecutivo «eccezionale», che «non si ripeterà» – è la «riduzione delle tasse sul lavoro per creare» nuovi posti. Il premier: per l’esecutivo tanti temi all’ordine del giorno Insomma, digitalizzazione e politiche per l’occupazione possono determinare un cambiamento di rotta.«Ci sono le condizioni nei prossimi giorni per far partire la missione agenda digitale per il Paese», ha spiegato Letta intervendo alla presentazione di TechPeaks, l’acceleratore di talenti basata a Trento. Si tratta, ha continuato, di «una missione dotata di strumenti leggeri per connettere in Italia tutti coloro che possono fare da acceleratori». Letta ha poi ricordato che l’esecutivo ha tanti temi all’ordine del giorno da «mettere in campo, lavoriamo in questa direzione». Sulla spending review: cabina di regia a Palazzo Chigi La partita per la razionalizzazione della spesa pubblica si giocherà in primo luogo a palazzo Chigi. Dove Letta metterà in campo «la cabina di regia della spending review». «E convocheremo la conferenza delle Regioni – ha aggiunto – proprio sui temi economici». La riforma del titolo V della Costituzione «La riforma del Titolo V della Costituzione – ha poi affermato il presidente del Consiglio – va cambiata. È da rivedere. Lì dentro c’è qualcosa che non funziona». Quirinale, basta elezioni con queste modalità Letta ha parlato anche dell’ultima elezione del Capo dello Stato, e di quelle ore frenetiche in cui venivano bruciati candidati su candidati. L’ultima elezione del Presidente della Repubblica, ha detto, mostra «la fatica» della nostra democrazia e l’opinione del premier é che «non potremmo più eleggere il presidente della Repubblica con quella modalità». «Quella settimana di metà aprile é stata una settimana drammatica per la nostra democrazia», ha aggiunto parlando dei giorni che hanno portato alla rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale. Letta: andremo al vertice europeo non da ultimi della classe Intanto l’Italia ha incassato la chiusura della procedura di infrazione per deficit eccessivo. Oltre a una maggiore credibilità internazionale e a liberare risorse in più, il presidente del Consiglio ha ricordato che «uscire dalla procedura di infrazione ci consente di andare al vertice europeo adesso e di non essere gli ultimi della classe». «Sbagliato chiedere revisione fiscal compact» Letta non ha dubbi: per l’Italia sarebbe sbagliato chiedere, in Europa, la revisione del fiscal compact, ma dovrebbe piuttosto puntare ad affiancargli politiche per la crescita. «L’Europa è morta a Sarajevo, serve un ministro degli Esteri europeo» «L’Europa – ha sottolineato Letta – è morta a Sarajevo, è morta a Srebrenica». In questi anni, ha spiegato il premier, l’Unione europea non è «riuscita ad affrontare certe situazioni e certi temi». Per questo il primo ministro ha auspicato che l’Europa abbia «un proprio ministro degli esteri». «La colpa della crisi in Europa – ha continuato Letta – sarebbe sbagliato darla tutta al rigore. La responsabilità è anche politica, della “non-Europa” che abbiamo avuto» in questi anni. C’è poi un’altra questione che chiama in causa l’Europa: è la lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio di denaro. «Siamo pieni di paradisi fiscali», ha affermato il presidente del Consiglio, e «questa cosa non è tollerabile» serve «una battaglia di civiltà». Il premier ha fatto riferimento, in particolare, ai Paesi con regimi fiscali agevolati dalla Svizzera e al Lussemburgo.

Il sole 24 Ore – 2 giugno 2013

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