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L’Europa farà causa ad AstraZeneca: “Consegni le dosi previste”. L’iniziativa della Commissione e il sospetto che le fiale prenotate siano state rivendute a Paesi extra Ue

La Commissione europea prepara un’azione legale per costringere AstraZeneca a consegnare le dosi di vaccino previste dagli accordi. L’intenzione è stata comunicata martedì dall’Eurogoverno agli ambasciatori dei partner Ue. L’idea è di rivolgersi al tribunale di Bruxelles, come da contratto, per costringere l’azienda a rispettare i patti. In caso di condanna, il giudice belga potrebbe confiscare le dosi presenti negli stabilimenti AstraZeneca in tutto il Continente. Inoltre, l’esecutivo comunitario potrebbe chiedere alle autorità britanniche l’esecuzione della condanna anche per le fabbriche nel Regno Unito.
Il 19 marzo Bruxelles ha scritto una lettera di messa in mora ad AstraZeneca, concedendo 20 giorni per la presentazione di impegni credibili sulle forniture. Il termine è scaduto e non sono arrivate garanzie. Nel primo trimestre l’azienda ha consegnato appena 30 milioni di dosi alla Ue contro le oltre 100 stabilite; nel secondo prevede di recapitarne 70 milioni, meno della metà di quelle concordate. È il buco di AstraZeneca che ha rallentato la campagna europea. Bruxelles è convinta che l’azienda abbia rivenduto ad altre nazioni le fiale prenotate dagli europei. Il contratto, inoltre, prevede che Astra- Zeneca rifornisca l’Unione anche con l’immunizzante prodotto nel Regno Unito, ma l’azienda nega. Von der Leyen è dunque convinta di vincere la causa, tanto che i suoi sherpa hanno sondato i governi chiedendo chi sottoscriverà l’azione legale.
La maggior parte degli ambasciatori dei 27 ha dato sostegno alla causa. Certamente quello irlandese, come spiegava il ministro della Salute, Stephen Donnelly: «Ho schierato il Paese con Bruxelles», ha detto affermando poi che l’Eurogoverno avrebbe «già avviato l’azione legale». Tuttavia, stando a fonti diplomatiche citate da Reuters, i rappresentanti di Francia e Germania avrebbero chiesto tempo prima di decidere in modo da valutare le implicazioni legali e politiche di un simile passo. E il portavoce della Commissione europea ha infatti dichiarato: «Non abbiamo ancora preso alcuna decisione, tutte le opzioni sono sul tavolo».

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