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LIberalizzazioni e semplificazioni, così cambia l’agroalimentare

Liberalizzato e semplificato. L’agroalimentare si prepara ad affrontare la sfida del 2012 con nuovi strumenti, frutto di due decreti varati dal Governo in una settimana.

“Difficile dire quale sara’ l’entita’ del volano economico – ha spiegato il ministro Catania -. Di certo e’ che le misure sono ispirate a criteri di trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa”. Ecco i punti principali del decreto liberalizzazioni.

RELAZIONI COMMERCIALI
Previsto l’obbligo della forma scritta dei contratti di cessione di beni agricoli e alimentari. Vietati i comportamenti sleali e si ridefiniscono i temrini di pagamento: 60 giorni per alimenti non deperibili; 30 per quelli deperibili. L’efficiacia di tali interventi e’ assicurata dall’applicazione di sanzioni amministrative fino ad un massimo di 500mila euro. La competenza a vigilare e’ affidata all’autorita’ garante per la Concorrenza e il mercato che sara’ coadiuvata dalla Guardia di Finanza.

CONTRATTI DI FILIERA
Nei prossimi tre anni e’ prevista l’attivazione di contratti di filiera promossi dal Mipaaf di concerto con il Mise per 250-300 milioni. Si tratta di strumenti di finanziamento di programmi integrati di investimento che vanno dalla raccolta alla trasformazione alla commercializzazione del prodotto. A finanziare questa misura saranno la Cassa depositi e prestiti, e l’Isa (istituto agroalimentare spa) attraverso i rientri di prestiti erogati per conto del ministero per le Politiche Agricole.

FONDO CREDITO
Occhi puntati sulle agevolazioni da concedere agli agricoltori di alcune aree del Paese che hanno difficolta’ ad accedere al credito-. Sara’ attivato un “fondo credito” cofinanziato dall’Unione europea e operera’ in sinergia con l’autorita’ di gestione del Psr (programma di sviluppo rurale). L’erogazione dei finanziamenti avverra’ attraverso il ricordo alle banche.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI
Non sara’ piu’ consentito l’accesso agli incentivi statali per gli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terrra, fatte salve le autorizzazioni in corso. Con questa misura, di fatto, si impedisce che altri terreni agricoli siano sottratti alla loro destinazione per la produzione alimentare. Il decreto, pero’, aumenta le risorse destinate alla realizzazione di impianti fotovoltaici costruiti sulle serre e sui tetti degli edifici delle aziende agricole. “Una misura – ha spiegato Catania – che di fatto
frena la speculazione e avvia un approccio corretto e responsabile verso quelle che sono le fonti rinnovabili”.

DISMISSIONE DI TERRENI DEMANIALI
Abrogato e riscritto l’articolo 7 della legge 183 del 2011 sulla dismissione dei terreni demaniali. Viene abbassata la soglia del ricorso alla trattativa privata: le dimissioni dovranno essere effettuate mediante asta pubblica per terreni di valore pari o superiori a 10 mila euro. La duratra del vincolo di destinazione d’uso agricolo e’ fissata in 20 anni. I giovani agricoltori avranno un diritto di prelazione. Infine cade il carattere una tantum delle dismissioni che potranno avere una cadenza annuale.

PESCA
Individuate azioni a sostegno della pesca. Semplificate le procedure per l’attuazione delle convenzioni tra organizzazioni di rappresentanza del settore e la pubblica amministrazione. La norma prevede nuovi oneri a carico dello Stato con risorse quantificabili in circa 6 milioni di euro.

ITALPRESS – 30 gennaio 2012 


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