Breaking news

Sei in:

«Il Ttip va fermato». Dai coltivatori ai sindacati: 300 associazioni in piazza. Per la Commissione il Pil europeo salirebbe. Ma la società civile è sul piede di guerra

Lo spirito della manifestazione contro il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti lo rende bene Roberto, militante di Rifondazione da 24 anni, impegnato ad assaporare olive biologiche: «Ma perché dobbiamo mangiare male se c’è la roba buona?». Il corteo di Roma è una sfilata di cittadini preoccupati per la quotidianità e sicuri che il Ttip avrebbe effetti disastrosi per la salute, per la tavola, per il lavoro.

C’è il rosso delle bandiere Cgil, quello un po’ sbiadito dei civatiani di “Possibile”, quello incrociato con il nero degli anarchici di Alternativa libertaria e quello puro e duro dei neomarxisti. Ma alla fine il rosso che conta di più è quello delle ciliegie di Montelibretti e di Nerola, pronte all’assaggio negli stand, prive di pesticidi perché maturano prima dell’assalto degli insetti.

Le insegne bianche dei Cinque Stelle si affiancano a quelle verdi di Greenpeace, i ragazzi con i capelli blu sfilano accanto ai sindacalisti autonomi del nord Italia, l’Ente protezione animali si trova a pochi metri dalla delegazione calabrese, che rivendica le peculiarità a tavola con il cartello “Una soppressata vi seppellirà”. Perché la coscienza dei pericoli legati al Ttip è diffusa: lo dimostra lo striscione della delegazione veneta contro gli Ogm, con un animale spaventoso, metà mucca e metà pannocchia di mais. «Siamo a Roma oggi per dire “no” alle

corporation che vogliono guadagnare dandoci da mangiare alimenti geneticamente modificati», dice Paolo Girotto, direttore di

Gamma 5, una radio di Padova mobilitata per coordinare la reazione dei cittadini.

La galassia dei movimenti — oltre 300 associazioni hanno aderito — si è affiancata ai cittadini preoccupati. «A San Giovanni eravamo 30mila», dicono gli organizzatori di “Stop Ttip”, felici che la pioggerella del primo pomeriggio non abbia spaventato nessuno. «Hanno detto che gli italiani si interessano solo di calcio», scandisce Monica Di Sisto, portavoce della campagna e co-autrice del manualetto sul Ttip Nelle mani dei mercati: «Ma questa piazza dimostra che non è così. Vogliamo sapere come va la nostra economia, e abbiamo gli strumenti per capirlo ».

Se i candidati alla Casa Bianca Donald Trump e Hillary Clinton non condividono l’ottimismo di Obama sul Ttip che preme perché «non siano i cinesi a scrivere le regole del commercio mondiale», la commissaria europea per il Commercio Cecilia Malmström calcola che l’accordo porterebbe a una crescita del Pil pari a 500 euro l’anno a famiglia. Rispondono gli analisti di “Fairwatch”: «Equivale a un caffè al giorno. E solo nel comparto agricolo in realtà perderemmo l’1 per cento del Pil europeo».

Repubblica – 8 maggio 2016 

Leave a Reply
 

Your email address will not be published. Required fields are marked (*)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top