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L’Imu sugli edifici della Chiesa rischia di saltare

Il decreto che regolamenta il pagamento ancora non esiste. Il ministero di si difende: “Materia complessa”. Ma intanto l’estensione potrebbe non entrare in vigore

Era stato annunciato come un passo storico, realizzato anche su richiesta dell’Unione Europea, per evitare una procedura d’infrazione.

Ma l’estensione dell’Imu ai beni di proprietà della Chiesa ora rischia di saltare.

La causa del probabile stop è da ritrovarsi nella mancanza di un decreto attuativo del ministero dell’Economia, atteso per la fine di maggio. Senza decreto il prossimo anno poco cambierebbe e la Chiesa non pagherebbe l’Imu, come già fa.

La notizia viene rilanciata da Milano Finanza. E la risposta del ministero non si fa attendere: “Nessuna proroga all’imposta, il decreto arriverà a breve e poi dovrà passare l’esame del Consiglio di Stato”. Ad aver causato qualche ritardo sarebbe stata la complessità “della materia”. Ma la lungaggine sul decreto “non pregiudica la corretta applicazione della norma, anche perché la scadenza della prima rata è il 16 giugno 2013”.

Questo secondo il Ministero. Repubblica fa però presente che per ottenere l’esenzione dall’Imu occorre presentare “apposita dichiarazione”, come scritto nel Cresci-Italia. E la dichiarazione va consegnata entro il 2012, se si intende ottenere l’esenzione per l’anno successivo. Secondo il modello presentato nel decreto, che ancora non c’è.

Inoltre spetta al decreto precisare quando scuole e ospedali cattolici possono essere esclusi dall’Imu. E quanto (in percentuale) debbano pagare strutture più difficilmente collocabili sul fronte commerciale o non commerciale delle attività.

Il Giornale – 5 settembre 2012

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