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Lingua blu a Padova, stalla dell’Istituto agrario in quarantena. Ordinanza firmata dal sindaco. Il veterinario Aldo Costa rassicura: «Nessun rischio per le persone, gli animali possono guarire»

Il Mattino di Padova e il Gazzettino oggi si occupano del caso di Blue tongue che si è verificato nella stalla di un Istituto agrario cittadino. Padova è stata la quarta provincia colpita dal virus, dopo Belluno, Treviso e Vicenza. Dei 202 focolai confermati ad oggi quelli in provincia di Padova sono 8. Peraltro il ministero della Salute ha dichiarato tutto il territorio del Veneto zona di restrizione, cioè soggetta a una serie di attività, limitazioni negli spostamenti del bestiame e controlli per contrastare la diffusione della malattia. Una mole di prestazioni ingente che interessa tutti i servizi veterinari del Veneto (vedi il comunicato Sivemp), anche quelli delle Ulss nel cui territorio non si sono verificati, fino ad oggi, casi.

dal Mattino di Padova. Posta sotto sequestro con un’ordinanza firmata dal sindaco Massimo Bitonci la stalla dell’istituto agrario “Duca degli Abruzzi” per un focolaio di blue tongue, il virus della lingua blu che colpisce capre, pecore e mucche. Più che di sequestro, però, si parla di quarantena: una mucca adulta è risultata positiva al virus (ma deve ancora essere accertata la malattia) e l’intera mandria di 87 capi è stata sottoposta ad alcune restrizioni. Niente sigilli, ma l’obbligo di un censimento ufficiale degli animali, un censimento dei luoghi che possono favorire la sopravvivenza del vettore, limiti nello spostamento degli animali, trattamento insetticida contro gli insetti che trasmettono il virus.

Dal Comune spiegano che il provvedimento è un “atto dovuto” dopo la segnalazione dell’Usl 16. Ed è proprio dai veterinari della Regione che è partita la segnalazione dopo aver intercettato il capo durante i controlli di routine, intensificati nelle ultime settimane. «L’ordine della Regione è di vaccinare tutti gli ovini, i bovini e i caprini del territorio» rivela Aldo Costa, dirigente veterinario dell’Usl 16, «nel nostro territorio parliamo di 230 allevamenti, per lo più amatoriali (dunque al massimo 2-3 capi per fattoria), e solo due più significativi: uno di 500 esemplari e l’altro di 60. La vaccinazione è una protezione rivolta agli animali».

Un passo indietro. La blue tongue è una malattia che interessa solo gli animali e non gli uomini e in particolare tre specie: pecore, capre e bovini. Inoltre per le mucche si manifesta senza sintomi, l’animale resta infetto per un breve periodo e poi guarisce. Cosa accade se si trova un animale malato? «Si apre il focolaio e si intensificano i controlli per capire la diffusione della malattia» spiega Costa. Non ci sarebbero pericoli per l’uomo: «La malattia è pericolosa solo per gli animali, non per gli uomini. Oltretutto in quanto trasmessa da insetti alari, siamo fiduciosi che con l’arrivo del freddo gli insetti non pungeranno più e dunque gli animali non prenderanno più il virus». L’interesse verso la lingua blu è dunque sostanzialmente economico: «L’allevatore fa fatica a vendere i vitelli» conferma il veterinario, «perché gli animali non possono essere spostati dalla zona di restrizione, necessaria per non portare il virus dove non c’è».

A Padova, finora, c’è stato un solo caso di malattia conclamata, per di più conclusosi con una completa guarigione dell’animale: «Una pecora positiva al virus si è ammalata» riferisce il dirigente, «ma è stata curata molto bene dall’allevatore e se l’è cavata, nonostante non riuscisse a mangiare per le sofferenze. La malattia provoca infatti la congestione e la tumefazione delle vie orali: ecco perché lingua blu. Voglio inoltre precisare che per i derivati degli animali (latte, formaggi e yogurt) non c’è nessun problema. Deve essere chiaro che pecore e mucche non sono untori. Le greggi che stiamo vaccinando non hanno più potenziale infettivo. Semmai è il mondo animale che deve “ringraziare” quelle persone che movimentano gli animali come pecorelle e caprette da giardino e poi non sanno come provvedervi».

Elvira Scigliano – Il Mattino di Padova – 26 ottobre 2016 

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