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Lingua Blu: «in Abruzzo 32 focolai». Unità di crisi: da luglio la malattia si è diffusa, interessate province dell’Aquila, Teramo e Pescara

Ufficialmente confermati 32 focolai di ‘Lingua Blu’ nella Regione Abruzzo, dopo il primo focolaio, il 30 luglio scorso, individuato in una stalla di bovini nel comune di Tagliacozzo. Da allora la malattia si è diffusa interessando le province di L’Aquila, Teramo e Pescara.

L’ufficializzazione giunge dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale d’Abruzzo e Molise “G. Caporale” che aggiunge come, con Regione e Unità sanitarie locali, si stiano «mettendo in atto tutte le misure necessarie per il contenimento della malattia, che non costituisce un pericolo per la salute umana, costituendo le Unità di crisi e adottando le procedure previste dal piano nazionale di emergenza».

 «Il virus – scrive tra l’altro in una nota l’ufficio stampa dell’Istituti Zooprofilattico -, colpisce soprattutto gli ovini e i caprini, provocandone anche la morte ed è trasmesso da un piccolo insetto, simile a un moscerino (culicoide). L’infezione interessa anche i bovini, che in genere non si ammalano ma possono fungere da fonte di infezione per i culicoidi e quindi diffondere la malattia». «Per il controllo delle emergenze epidemiche, l’Italia dispone di un sistema di gestione che prevede procedure rigorose che disciplinano il comportamento che tutti gli attori coinvolti devono osservare per ridurre al minimo la diffusione del virus e per favorire il controllo e l’eradicazione della malattia. Dopo la prima conferma di focolaio – scrive ancora l’istituto zooprofilattico -, la Regione Abruzzo ha immediatamente convocato il Comitato Regionale di Zooprofilassi, il CRZ. Il Comitato ha il compito di adottare e verificare il rispetto delle misure di contenimento e controllo che vanno dall’adozione dei provvedimenti necessari a estinguere i focolai a quelli finalizzati a limitare la diffusione della malattia, come la definizione delle zone di protezione e di sorveglianza, la verifica dello stato sanitario degli allevamenti, il blocco della movimentazione degli animali, la pianificazione e l’esecuzione di campagne vaccinali». Il ceppo virale responsabile dell’infezione è il sierotipo 1 del virus della ‘Lingua Blu’, che è stato rilevato per la prima volta nel 2012 nella parte meridionale della Sardegna, invadendo nel 2013 la Sicilia e le aree costiere del Lazio e della Toscana. Nel 2014 l’infezione ha raggiunto Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Calabria, Basilicata e Campania. TERAMO. Ufficialmente confermati 32 focolai di ‘Lingua Blu’ nella Regione Abruzzo, dopo il primo focolaio, il 30 luglio scorso, individuato in una stalla di bovini nel comune di Tagliacozzo.

Da allora la malattia si è diffusa interessando le province di L’Aquila, Teramo e Pescara. L’ufficializzazione giunge dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale d’Abruzzo e Molise “G. Caporale” che aggiunge come, con Regione e Unità sanitarie locali, si stiano «mettendo in atto tutte le misure necessarie per il contenimento della malattia, che non costituisce un pericolo per la salute umana, costituendo le Unità di crisi e adottando le procedure previste dal piano nazionale di emergenza».

 «Il virus – scrive tra l’altro in una nota l’ufficio stampa dell’Istituti Zooprofilattico -, colpisce soprattutto gli ovini e i caprini, provocandone anche la morte ed è trasmesso da un piccolo insetto, simile a un moscerino (culicoide). L’infezione interessa anche i bovini, che in genere non si ammalano ma possono fungere da fonte di infezione per i culicoidi e quindi diffondere la malattia».

«Per il controllo delle emergenze epidemiche, l’Italia dispone di un sistema di gestione che prevede procedure rigorose che disciplinano il comportamento che tutti gli attori coinvolti devono osservare per ridurre al minimo la diffusione del virus e per favorire il controllo e l’eradicazione della malattia. Dopo la prima conferma di focolaio – scrive ancora l’istituto zooprofilattico -, la Regione Abruzzo ha immediatamente convocato il Comitato Regionale di Zooprofilassi, il CRZ. Il Comitato ha il compito di adottare e verificare il rispetto delle misure di contenimento e controllo che vanno dall’adozione dei provvedimenti necessari a estinguere i focolai a quelli finalizzati a limitare la diffusione della malattia, come la definizione delle zone di protezione e di sorveglianza, la verifica dello stato sanitario degli allevamenti, il blocco della movimentazione degli animali, la pianificazione e l’esecuzione di campagne vaccinali».

Il ceppo virale responsabile dell’infezione è il sierotipo 1 del virus della ‘Lingua Blu’, che è stato rilevato per la prima volta nel 2012 nella parte meridionale della Sardegna, invadendo nel 2013 la Sicilia e le aree costiere del Lazio e della Toscana. Nel 2014 l’infezione ha raggiunto Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Calabria, Basilicata e Campania.

Il periodo di incubazione medio è di 7 giorni e il virus colpisce soprattutto l’endotelio dei piccoli vasi sanguigni, provocando trombosi e conseguenti edema e necrosi ischemica dei tessuti. I sintomi più frequenti sono febbre, epifora, scialorrea, scolo nasale e zoppìa.

Lesioni caratteristiche della malattia (osservabili soprattutto nelle pecore) sono ulcere buccali e naso-labiali, cianosi ed edema delle mucose buccali ed emorragie del cercine coronario. La mortalità tra le pecore può essere elevata specie nelle aree precedentemente indenni dalla malattia. Nel bovino è meno frequente osservare la malattia con le sue manifestazioni cliniche ed animali dai quali viene isolato BTV appaiono clinicamente sani.

Fonte: Izsam – 16 settembre 2014 

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