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Lingua blu. Sardegna: primi indennizzi a novembre dopo ok Ue; pronto piano anti insetti. Allarme anche in Sicilia

“Appena avremo ricevuto l’ok dalla Unione europea, potranno partire i primi indennizzi, – ha confermato Cherchi – ed è ragionevole prevedere che i primi saranno erogati già da novembre attraverso i Comuni, ai quali saranno trasferite le risorse necessarie”. Intanto c’è allarme in Sicilia dove la diffusione della blue tongue sta causando il decesso dei bovini nelle zone costiere di Trapani, Palermo e Messina

La Regione Sardegna ha stabilito i criteri e le modalità con cui gli allevatori potranno ricevere gli indennizzi previsti dalla legge sulla Lingua Blu. Lo hanno annunciato oggi a Cagliari gli assessori dell’Agricoltura Oscar Cherchi e della Sanità Simona De Francisci. “Appena avremo ricevuto l’ok dalla Unione europea, potranno partire i primi indennizzi, – ha confermato Cherchi – ed è ragionevole prevedere che i primi saranno erogati già da novembre attraverso i Comuni, ai quali saranno trasferite le risorse necessarie”.

La Regione autorizzerà risarcimenti per il mancato reddito e per i capi morti, a seconda del loro valore di mercato. “Gli importi – ha specificato Cherchi – potranno variare a seconda che si tratti di ovini iscritti o meno ai Libri genealogici. Previsto anche un indennizzo forfetario calcolato su base statistica. Queste riferiscono di una probabile diffusione della malattia al 20 per cento del gregge interessato dal focolaio. Ma la nostra attenzione è rivolta anche alla lotta all’insetto vettore. Per questo gli allevatori saranno incentivati ad adottare tutte le misure necessarie per combatterlo”. 

Sul fronte sanitario, l’assessore De Francisci ha infatti annunciato che è pronto il piano contro gli insetti che diffondono il virus, piano che prevede la disinfestazione a cura dagli enti locali. L’assessore della sanità ha inoltre ricordato gli ultimi provvedimenti su vaccinazione e il via libera alla movimentazione di ovini e bovini. De Francisci ha sottolineato che a oggi è stato utilizzato l’80 per cento delle dosi di vaccino disponibili (circa 900mila) e che già nei primi mesi del 2014 si procederà con l’avvio della nuova campagna vaccinale. Per debellare la malattia dagli ovili resta però decisivo il contributo degli allevatori nel tenere migliorare la biosicurezza degli edifici e dei locali di ricovero degli animali.

Secondo gli ultimi dati disponibili, sono 180mila circa i capi malati di Lingua blu, mentre quelli morti sono arrivati a 38.500.

Trapani, allarme lingua blu: 46 allevamenti infetti su 60

La diffusione della blue tongue sta causando il decesso dei bovini nelle zone costiere di Trapani, PALERMO e Messina. La situazione di emergenza è stata discussa questa mattina nei locali dell’Osservatorio Epidemiologico della Regione siciliana, assieme a una rappresentanza degli allevatori trapanesi.

L’epidemia che causa una totale inattività degli animali, li colpisce con febbre alta fino a causarne la morte. In provincia di Trapani, in particolare, non c’e’ ancora una stima certa ma sarebbero circa duemila gli animali deceduti. Ufficialmente delle 60 aziende zootecniche del trapanese, 46 hanno già segnalato all’Asp l’invasione virale.

Durante la riunione l’assessore regionale alle Risorse agricole Dario Cartabellotta ha richiesto un monitoraggio dei casi tramite il servizio veterinario dell’Asp per poi procedere con l’abbattimento degli animali incurabili e valutare la linea d’intervento preventivo da adottare. Agli allevatori e’ stata richiesta grande attenzione alla provenienza del bestiame. I capi infettati arriverebbero dalla Sardegna.

All’incontro hanno preso parte l’Assessore regionale per le risorse agricole ed alimentari Dario Cartabellotta, il dirigente generale Ignazio Tozzo, il responsabile dei veterinari regionali Pietro Sghembi.

 “Gli allevatori mostrano grande senso di responsabilitàcollaborando con i veterinari e con la Regione per contenere opportunamente la malattia – dice Paolo Ruggirello deputato di articolo 4 della Provincia di Trapani -. E’ evidente che non vanno lasciati soli. Dobbiamo trovare subito i fondi per sostenerli ripianando le perdite. La situazione è particolarmente complessa nella provincia di Trapani dove sono circa 2000 i capi infettati dalla malattia. La sicurezza alimentare che viene garantita dall’atteggiamento responsabile degli allevatori non può essere, per loro, causa di danno economico”.

3 ottobre 2013

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