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L’intervento. La moltiplicazione delle terapie intensive. Il ministero faccia chiarezza una volta per tutte

di Claudio Maria Maffei

Gentile Direttore,
non nego di sentirmi insistente fino alla petulanza, avendo scritto anche di recente su questo tema, ma la vicenda dei posti letto di terapia intensiva che aumentano in alcune Regioni mano a mano che i ricoveri Covid in quei posti letto aumentano ormai rasenta il ridicolo. Nelle Marche in meno di un mese i posti letto sono aumentati tre volte, prima di 24, il 10 novembre, poi di 8 il 29 novembre e infine di 4, il 3 dicembre. E così i posti letto sono passati da 214 a 238, a 246 e infine 250. Ogni volta che l’asticella del 10% trema o cade con questi aumenti si prova a tornare sopra la linea di galleggiamento. Ma ormai, forse, questo meccanismo non funziona più. Ieri (dati Agenas) la percentuale per le Marche è salita troppo (siamo al 12%) e un altro aumento non sembra possibile.

Come non dovrebbero essere possibili quei cambiamenti settimanali. Il  Decreto legge 23 luglio 2021 , n. 105, dice infatti che “il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da COVID-19 va calcolato sui posti letto comunicati alla Cabina di regia di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, entro cinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. La comunicazione può essere aggiornata con cadenza mensile sulla base di posti letto aggiuntivi, che non incidano su quelli già esistenti e destinati ad altre attività.”

Nel caso concreto delle Marche, a titolo di esempio, nei 250 posti letto “attivi” ci sono pure i 42 della Terapia Intensiva del Covid Hospital in Fiera “modello Bertolaso” creato a Civitanova Marche. Una struttura chiusa dal 30 giugno scorso e non classificabile come struttura ospedaliera. Il fondamento di queste incertezze sui criteri di calcolo dei posti letto di terapia intensiva si ritrova nelle dichiarazioni del Presidente di un’altra Regione dai posti letto di TI contestati, il Fruli-Venezia Giulia. Il Presidente Riccardi qui su QS ha fatto presente che i numeri di posti letto di TI nella sua Regione sono conteggiati, comunicati e approvati dal Ministero della salute, tenendo conto del fatto che per quest’ultimo sono considerati posti letto “attivi” sia quelli immediatamente fruibili sia quelli fruibili entro 24-48 ore, mentre quelli allestibili in tempi brevi ma superiori alle 48 ore sono considerati “attivabili”.

Ho cercato e ricercato in rete il disciplinare tecnico del flusso giornaliero di posti letto comunicati al Ministero della Salute. Non l’ho trovato e i criteri che risultano al Presidente Riccardi non mi sembrano logici. Infatti, considerare attivi i posti letto fruibili entro 24-48 ore andrebbe bene,  purchè tale attivazione non andasse a incidere sulle altre attività. Il che è praticamente impossibile.  Ma se per il Ministero va bene basta saperlo. Ma lo dica e non solo ai Presidenti.

Claudio Maria Maffei

Quotidiano sanità

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