Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»L’Italia ingiusta con le donne. Sondaggio tra 9.500 lavoratrici: tre su cinque (record nell’Ue) vedono la loro carriera penalizzata. Peggio solo Arabia Saudita e Corea del Sud
    Notizie ed Approfondimenti

    L’Italia ingiusta con le donne. Sondaggio tra 9.500 lavoratrici: tre su cinque (record nell’Ue) vedono la loro carriera penalizzata. Peggio solo Arabia Saudita e Corea del Sud

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche13 Ottobre 2015Nessun commento4 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Una specie di corsa a ostacoli. Una mediazione continua fra quello che dovrebbe essere e la realtà. Si potrebbe riassumere così il mondo del lavoro visto dalle donne dei Paesi del G20. Perché questo dice, in sintesi, il rapporto sui cinque problemi-chiave che il popolo femminile deve fronteggiare ogni santo giorno sui luoghi di lavoro.

    La Thomson Reuters Foundation, in collaborazione con la Rockefeller Foundation, ha interpellato 9.500 donne nelle 19 nazioni del G20 (la ventesima sarebbe l’Unione Europea) per indagare sulle difficoltà nel bilanciare la vita privata con quella lavorativa, sul divario fra i salari maschili e quelli femminili, sulle differenze uomo/donna nell’accesso e nelle opportunità di lavoro, sulle molestie negli ambienti di lavoro e sull’impatto della maternità rispetto alle carriere.

    Il rapporto, che sarà diffuso oggi in tutto il mondo, racconta le tante difficoltà ma anche le nuove speranze delle donne dei Paesi più industrializzati. Così si scopre, per esempio, che l’età influisce sulle convinzioni positive. Sotto i 35 anni la sfiducia è un po’ meno sfiducia: «solo» il 45 %, tanto per citare un risultato, crede che gli uomini abbiano un miglior accesso allo sviluppo professionale e alle opportunità di carriera. «Solo», perché se si sale nella fascia di età compresa fra i 35 e i 49 la percentuale sale al 50%.

    Il capitolo Italia contiene numeri non proprio rassicuranti. Prendi l’accesso al lavoro e lo sviluppo delle carriere: il 57% delle donne italiane intervistate pensa che gli uomini, in questo, siano decisamente favoriti. Questa percentuale è la più alta d’Europa ed è preceduta soltanto dal dato dell’Arabia Saudita (61%) e della Corea del Sud (58%). E ancora, sempre in Italia: c’è un 45% che mette proprio il gap fra maschi e femmine nelle opportunità di carriera in cima a tutti i problemi della propria vita lavorativa (è il numero più alto di tutti i 19 Paesi). Al top delle preoccupazioni (il 43% delle italiane intervistate) anche la questione dell’equità dei salari. E alla domanda: «Crede che le donne guadagnino meno a parità di lavoro?» i sì sono un terzo del totale.

    L’argomento più spinoso, cioè le molestie sui luoghi di lavoro, in Italia ha una doppia faccia. Il 16 per cento delle interpellate — ed è la percentuale più bassa fra i Paesi europei — dichiara di essere stata molestata mentre lavorava. Ma il dato fa i conti con un 55% che invece ammette: se dovessi subire molestie non lo racconterei. Per inquadrare il problema a livello internazionale: quasi un terzo delle donne del G20 rivelano molestie sui luoghi di lavoro e le donne indiane guidano oggi la classifica delle più decise a denunciare. «Lo ripetono loro stesse, non rimarranno mai più in silenzio» interpreta il dato Vrinda Grover, avvocatessa indiana della Corte suprema da sempre paladina delle cause per i diritti umani. «Non trascineranno più con loro il bagaglio di vergogna e lo stigma che hanno portato tante vittime prima di loro» assicura.

    Mai restare in silenzio sembra essere anche il pensiero-guida della professoressa Lucy March, docente della facoltà di Legge all’Università di Denver, che ripete la sua storia ogni volta che può. È diventata un caso, negli States, sul fronte della discriminazione salariale. Perché ha scoperto che suoi colleghi maschi guadagnano, a parità di lavoro, circa 40 mila dollari l’anno in più. «È una lotta solitaria, la mia, per paura delle ritorsioni» racconta. «C’è gente che sussurra di essere dalla mia parte ma nessuno osa dirlo pubblicamente». Cosa dice la ricerca? Che il 58% delle lavoratrici statunitensi ritiene che ricevere la stessa paga degli uomini sia uno dei problemi principali.

    Dalla Francia la testimonianza di Brigitte Grésy, consigliera superiore per l’equità professionale fra uomini e donne, citata nel rapporto. A proposito del 55% delle sue connazionali che ritiene favoriti gli uomini nell’accesso al lavoro e negli avanzamenti di carriera, sostiene che «le donne in Francia sono consapevoli dell’iniquità adesso più che mai».

    E poi c’è il binomio famiglia-carriera. A credere che la strada dei figli non intralci quella degli avanzamenti professionali sono soprattutto le brasiliane (74 su 100). In Italia (con il nostro 32%) siamo meno fiduciose.

    Giusi Fasano e Viviana Mazza – Il Corriere della Sera – 13 ottobre 2015 

    Post Views: 136
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteSistema di allerta. Istamina in filetti di tonno pinna gialla refrigerato e bottiglie di birra a rischio rottura. Ritirati dal mercato europeo 58 prodotti
    Precedente Stipendi, ancora divari alti. Le retribuzioni aumentano dello 0,5% ma si allarga il gap tra profili, territori e generazioni. Italia nona nell’eurozona
    pecore-elettriche

    Potrebbe interessarti anche

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica, nella seconda metà del 2024 crescono i casi rispetto all’anno precedente

    23 Febbraio 2025

    Alla sala Orus dell’ IzsVe, il 22 febbraio verrà eletta la nuova Segreteria regionale del SIVeMP Veneto

    6 Febbraio 2025
    Scrivi un commento
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.