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Lonigo. Macella le pecore in cortile. Multa di tremila euro dal servizio veterinario dell’Usl 5. I vicini hanno chiamato i vigili per segnalare l’usanza islamica

Tremila euro di multa: tanto dovrà pagare una marocchina di 28 anni residente a Lonigo per aver macellato due pecore a casa, per la festa del sacrificio, l’Aid Adha, ricorrenza islamica che ricorda la storia del profeta Abramo e di suo figlio. Quando, lunedì pomeriggio, il personale dell’Usl 5 Ovest Vicentino, servizio veterinario, si è presentato nell’abitazione di via 24 maggio assieme agli agenti di polizia locale, gli occupanti, due famiglie di origini marocchine, si sono dette sorprese.

Non si aspettavano infatti la visita, non ne capivano il motivo. Ma è stato presto svelato. Nel cortile di casa erano state macellate due pecore, secondo il rituale islamico che impone di uccidere gli animali per dissanguamento tramite la recisione della giugulare senza anestesia o stordimento, lasciandoli agonizzanti sanguinanti per circa venti minuti. Nel rispetto del rito religioso, appunto, ma non delle normative italiane, delle disposizioni in tema di igiene.

Il personale dell’Usl Ovest Vicentino e gli agenti di polizia locale hanno rinvenuto in casa i residui della macellazione delle pecore. Non è però stato possibile appurare da dove provenissero quegli animali visto che alle carcasse era stato mozzato l’orecchio, e quindi anche il marchio di provenienza che viene apposto per legge.

Le tracce erano ancora ben visibili: le interiora degli ovini erano sparse sul pavimento. «Abbiamo agito con gli animali secondo le nostre usanze» hanno fatto sapere i marocchini a veterinari e agenti. I funzionari hanno però rilevato l’assoluta mancanza delle condizioni igieniche previste per procedere alla macellazione delle pecore. Motivo per cui è scattata una sanzione amministrativa nei confronti della responsabile della macellazione. Si tratta di una marocchina di 28 anni, F. E. K. le sue iniziali, che dovrà saldare una multa salata, dell’importo di tremila euro. Ma non è tutto perché la stessa donna dovrà provvedere anche alle spese di raccolta e smaltimento del sangue e delle interiora che sono stati rinvenuti nell’appartamento.

Insomma, un autentico salasso il rito per la festa del sacrificio. Sacrificio sì, del portafogli.

Il Corriere del Veneto – 15 settembre 2016

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