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Lorenzin: “Fondi per rinnovo contratto garantiti fuori dal fondo sanitario. Appropriatezza, possibile mediazione su sanzioni”. Fondo a 111 miliardi? “Mi aspettavo di più”

Il ministro a tutto campo al videoforum su Repubblica Tv. “Rinnovo contratto è partita extra sanità e ci penserà il ministero della PA con fondi ad hoc”. E poi sull’appropriatezza: “Non ho ancora firmato decreto e su sanzioni ai medici ho sentito Chiamparino e siamo disponibili a trovare soluzione. Norma sarà operativa entro un mese”. “Certo mi aspettavo più di 11 miliardi. Ma sono fiduciosa che poi alla fine riusciremo a trovare le risorse per le cose che servono”.

Videoforum ieri per il Ministro della Salute su Repubblica Tv. E quello di Lorenzin è stato un intervento a 360 gradi. A partire dal decreto appropriatezza, che tante polemiche sta suscitando in questi giorni, passando per l’altro tema caldo dei finanziamenti al comparto dopo le parole di ieri del premier, senza dimenticare i nuovi Lea e i rapporti con le Regioni. Non da ultimo il Ministro ha chiarito la sua posizione sulla vendita al di fuori delle farmacie dei medicinali di fascia C con ricetta.

Decreto appropriatezza: “Su sanzioni pronti a discutere”. Il ministro ha subito affrontato il tema caldo del momento ricordando come il provvedimento “non taglia le prestazioni, ma chiede di agire sull’appropriatezza. Per esempio quando ero in gravidanza avevo un a lista di esami del sangue da fare. Sono andata da un medico che mi ha prescritto tantissime analisi ma che poi la mia ginecologa mi ha detto che non servivano. Quelle analisi sono costate 40 euro”.

Tornando al decreto Lorenzin ha affermato di “non averlo ancora firmato” e di essere “in attesa del parere del Css dopo le osservazioni che sono giunte. Mica lo decido io è una lista tecnica”. E sulle sanzioni ai medici conferma l’apertura: “Ho sentito Chiamparino ed è pronto a trovare una soluzione. Troviamo tutte quelle possibili ma non torniamo indietro” sull’appropriatezza. Lorenzin ha poi evidenziato come l’elenco delle prestazioni (ricordiamo basato su di un elenco del 1996) “sarà aggiornato quando entreranno in vigore i nuovi Lea”.

Fondo sanitario: “L’aumento non è stato quanto ci aspettavamo. Ma alla fine riusciremo a trovare le risorse”. Altra questione di stringente attualità dopo il question time di ieri del presidente del Consiglio è quella che riguarda le risorse per il fondo sanitario nazionale che ieri Renzi ha fissato in 111 mld. “L’aumento non è stato quanto ci aspettavamo rispetto alle previsioni del Def “ ha detto Lorenzin che ha evidenziato però come “l’incremento del fondo va di pari passo con l’incremento del pil e il dato positivo è che in ogni caso sta aumentando. Certo, se me lo si chiede, per me ci vuole di più”. Il ministro sul punto ha dichiarato che sta “cercando di fare delle simulazioni da presentare perché ci sono cose che servono al di là del finanziamento base delle Regioni. Innanzitutto dobbiamo applicare i Lea e il Nomenclatore (che abbiamo già mandato alle Regioni) e dobbiamo fare in modo la cifra sia garantita in questa legge di stabilità. Poi dobbiamo intervenire sul rinnovo contrattuale,  ma questa sarà una partita gestita dal ministero della Pa e quindi è extra sanità e questo ci alleggerisce di più di qualche centinaia di milioni di euro”.

Infine, “dobbiamo lavorare sullo sblocco del turnover e sulla stabilizzazione dei precari. Quest’anno abbiamo iniziato ma dobbiamo continuare. Inoltre c’è tutta la partita di riuscire a garantire i farmaci innovativi e per l’Epatite C”.

“Il Fondo – ha precisato poi Lorenzin – deve essere finanziato per ciò che è necessario e ha bisogno di un incremento graduale e costante. Io sono fiduciosa che poi alla fine riusciremo a trovare le risorse per le cose che servono”.  Ma il Ministro ha lanciato anche un monito. “Non possiamo più permetterci di sprecare un euro”.

Liberalizzazione Fascia C: “Non ho cambiato idea. Con rete farmacie spesa sotto controllo”.

“Non ho cambiato idea. Non mi si riesce a convincere di questa cosa”, dice il Ministro rispetto alla proposta di liberalizzare la vendita dei farmaci di fascia C. “La vendita del farmaco – ha ribadito – non è la vendita della mortadella o delle pere o delle mele. È la vendita di un prodotto che cura le persone. Con la rete delle farmacie abbiamo la spesa territoriale sotto controllo. Esse hanno svolto un ruolo di filtro e di distribuzione del farmaco straordinario. La Farmacia è aperta la notte e sta dove il supermercato non c’è, penso ai piccoli comuni, alle isole, nelle zone rurali o di montagna. Ci sono zone in cui la farmacia diviene un poliambulatorio, un riferimento dei malati. Questo è il servizio pubblico che esercita la farmacia per cui c’è una convenzione pubblica con lo stato”.

Lorenzin ha poi specificato come una liberalizzazione della fascia C “rischia di far alzare la spesa e mettere in crisi le piccole farmacie. E finiremo per depauperare interi territori”.

Il punto per il Ministro è che “oggi abbiamo il tema della sostenibilità del sistema del farmaco. Molte parafarmacie e farmacie hanno chiuso”. Ma in ogni caso per Lorenzin non è il ddl concorrenza il provvedimento adatto a discutere di un allargamento della distribuzione. “Decidiamo che in Italia non ci devono più essere le farmacie? Discutiamone ma si fa in un altro tavolo” ricordando però come per esempio “in America (dove il sistema è liberalizzato) abbiamo una spesa territoriale farmaceutica fuori controllo. E poi prendere troppi farmaci fa male”.

Durante la giornata il ministro a margine del convegno dei pediatri della Fimp è tornata poi sul decreto appropriatezza. “I cittadini che si vedono negati gli esami chiamassero il ministero. Il decreto ministeriale in questo momento ancora non c’è, quindi è tutto come prima” sia per i medici che per i cittadini. “Anche nel momento in cui ci sarà il decreto, non può cambiare l’approccio – ha precisato perà Lorenzin – ?al cittadino che ha bisogno dell’esame, l’esame verrà prescritto. Non esiste il contrario. Ci sono state delle segnalazioni di persone che hanno paura: chiamate il ministero e daremo tutte le spiegazioni”.

Quanto ai tempi perché il decreto diventi operativo, “sto aspettando che il Consiglio superiore di sanità mi restituisca il testo, che deve essere adottato dalla Conferenza Stato-Regioni, poi abbiamo deciso di fare un tavolo insieme per avere una linea di condotta uniforme in tutto il territorio, e sarà vigente. Prevedo in meno di un mese. Siamo comunque apertissimi a qualsiasi confronto”.

QS – 1 ottobre 2015

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