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L’orsa Daniza è diventata un caso politico-legale. il ministero: “Va confinata”. Verdi e Lav contro la cattura

Ormai è polemica a tutto campo. L’ordinanza di cattura dell’orsa Daniza, che ha ferito un cercatore di funghi arrivato troppo vicino alla sua prole, è ormai un «caso». Sostenitori dell’opportunità della scelta e detrattori sono ormai un fronte nettamente diviso ed inconciliabile. Ecco una panoramica delle ultime prese di posizione. Nel frattempo il sondaggio su larena.it dà un responso univoco: l’85 per cento dei votanti definisce l’ordinanza una «scelta sbagliata».

IL MINISTERO DELL’AMBIENTE. «La sicurezza degli abitanti trentini è una esigenza primaria che va tutelata, ma al contempo non va vanificata l’importante esperienza del programma di ripopolamento degli orsi in corso in trentino. L’orsa Daniza deve essere messa in condizione di non aggredire più gli uomini». Così il ministero dell’Ambiente in una nota in cui si assicura che «la situazione è affrontata dalla Provincia di Trento secondo i protocolli e le normative vigenti che in casi come questo arrivano a prevedere la cattura ed il ricovero in un’area recintata, ma non l’abbattimento. Particolare importanza viene assegnata al futuro dei due cuccioli».

A tal proposito il Ministero dell’Ambiente, sentito l’Ispra, «ha trasmesso alla Provincia Autonoma di Trento una lettera in cui si sottolinea ’che i dati scientifici disponibili evidenziano che esemplari di orso bruno sottoposti a captivazione prolungata difficilmente possono essere reintrodotti nell’ambiente naturale, a causa delle modificazioni comportamentali che la fase di cattività determina in questa specie, e che i cuccioli di orso bruno che perdono la madre nella stagione estiva presentano in genere buone probabilità di sopravvivenza nel medio e lungo periodò». Il Ministero ritiene quindi «che vada comunque evitata la captivazione dei due cuccioli e che, nel caso della rimozione della madre, vada previsto un attento monitoraggio dei due individui anche con tecniche radiotelemetriche, al fine di assicurare la tempestiva registrazione di eventuali comportamenti anomali, di condizioni di denutrizione e/o di mancato benessere dei cuccioli».

Il rischio che va evitato, rileva il ministero, «è che questo episodio rimetta in discussione un programma di ripopolamento che ha avuto successo, reinserendo in quest’area una comunità di orsi che ha raggiunto le 50 unità, e che rappresenta un esempio virtuoso a livello nazionale e internazionale».

IL WWF. «La scelta di catturare l’orsa Daniza, “colpevole” di aver difeso i suoi cuccioli, è una strada su cui riflettere compiutamente e con maggiore attenzione. Per noi non è la soluzione giusta». Lo afferma il Wwf, secondo cui «data l’importanza della specie e non sussistendo il fattore di urgenza, la decisione deve essere assunta e condivisa su un piano nazionale».

Il Wwf chiede di continuare a monitorare l’animale «proprio dopo questo evento, che potrebbe influire anche sul suo comportamento, garantendo ai due cuccioli la possibilità di diventare adulti». Accanto a questo, per l’associazione «occorre far crescere nella comunità la tranquillità e la consapevolezza che convivere con i grandi predatori si può». Il progetto Life Ursus, condiviso tra provincie, regioni e nazioni delle Alpi Centrali e che ha permesso la reintroduzione di orsi in quei territori – spiega il Wwf – non ha fatto altro che anticipare un processo di espansione naturale di questa specie da oltre confine verso l’Italia. «Forse questo episodio – conclude – aiuterà a comprendere quanto sia importante recuperare anche la memoria culturale collettiva rispetto alla presenza di animali come orsi e lupi sul territorio».

LA LAV. In difesa dell’orsa Daniza, per la quale è stata emessa dalla Provincia di Trento un’ordinanza di cattura, la Lav-Lega anti vivisezione ha depositato una diffida indirizzata al presidente della Provincia Ugo Rossi e alla Procura di Trento in cui chiede «l’immediato ritiro dell’ordinanza», con la richiesta di avviare indagini, anche di medicina forense veterinaria, «per capire cosa sia accaduto veramente avvenuto a Pinzolo».

«Se il provvedimento provinciale venisse portato a compimento, il presidente Rossi e gli operatori addetti alla cattura di Daniza si renderebbero responsabili della violazione di almeno tre leggi nazionali e due articoli del codice penale posti a tutela dell’ambiente e degli animali», afferma Massimo Vitturi, responsabile nazionale del settore fauna selvatica dell’associazione.

I VERDI. Un esposto alla Procura di Trento con la richiesta dell’apertura di un’indagine e il blocco della cattura dell’orsa Daniza verrà presentato dai Verdi. «Ritengo alla luce anche della nota del ministero dell’Ambiente, che non garantisce la certezza della sopravvivenza dei cuccioli in assenza della mamma, che ci troviamo di fronte alla violazione dell’art.544 ter del codice penale», afferma il coportavoce nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli.

«La posizione del ministero dell’Ambiente sulla vicenda dell’orsa Daniza è semplicemente indecente, vergognosa e incompatibile con l’ordinamento giuridico della Repubblica italiana», sottolinea Bonelli. «Sono indignato nel leggere che il comunicato del ministero dell’Ambiente che, oltre a dare l’assenso alla cattura della mamma orsa Daniza, afferma che “i cuccioli di orso bruno che perdono la madre nella stagione estiva, presentano buone probabilità di sopravvivenza nel medio e lungo periodO”. Quindi, secondo il ministero dell’Ambiente, per i cuccioli non è certa la possibilità di sopravvivenza ma solo probabile e affidiamo la possibilità di continuare a vivere per i cuccioli orsi in base alle valutazioni di probabilità dei funzionari del ministero».

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO. «Il progetto di reintroduzione dell’orso bruno non è in discussione, ma, come andiamo affermando da tempo, serve fissare un numero massimo nelle presenze del plantigrado al fine di renderle compatibili con il territorio, ormai fortemente antropizzato, oltre che con la vita, le attività e la tranquillità di residenti e turisti».

Questo il commento del presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, alla nota del ministero dell’ambiente che, definendo prioritaria l’esigenza di garantire la sicurezza degli abitanti trentini, ha espresso l’auspicio che non sia messo in discussione il programma di ripopolamento. Lo stesso presidente Rossi ha ulteriormente approfondito la questione e gli ultimi sviluppi della vicenda in un colloquio telefonico con il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti.

«Il ministro – fa sapere Rossi – ha condiviso, anche alla luce della valutazione dell’Ispra, il contenuto dell’ordinanza che dispone la cattura dell’orsa Daniza, giudicando l’operato della Provincia garantista sia relativamente alle modalità di cattura sia al destino dei cuccioli, che saranno lasciati liberi». Rossi ha descritto al ministro anche la tipologia dell’area dove Daniza è destinata, il sito del Casteler, «non una “gabbia” ma una vasta area naturale attrezzata dove già vive un altro plantigrado». Sia Rossi sia il ministro Galletti hanno inoltre condiviso «la modalità per garantire la prosecuzione del progetto orso, progetto che già contiene al suo interno le regole e gli strumenti necessari a rendere compatibile la presenza della specie con i delicati equilibri che connotano il territorio e l’ambiente del Trentino».

Per quanto riguarda il contingentamento della popolazione degli orsi, il numero massimo di plantigradi ritenuto compatibile e che potrebbe essere dunque ritenuto equilibrato rispetto alle «capacità» del territorio, Rossi comunica che ciò sarà oggetto di un prossimo incontro con il ministro.

IL MOVIMENTO GENITORI. «Spaventa sapere che sui monti dove si fanno passeggiate con i bambini, vi sia una seria minaccia per la propria incolumità. È grave che ad oltre cinque giorni dall’aggressione di un cercatore di funghi, nonostante il radiocollare, non si riesca a catturare l’orsa che ha manifestato predisposizione ad attaccare l’uomo». È quanto afferma in una nota Maria Rita Munizzi, presidente nazionale Moige – movimento genitori, secondo cui «sono sempre più numerosi i genitori che ci comunicano l’intenzione di evitare le vacanza in Val Rendena, per paura di incontrare orsi pericolosi durante una passeggiata nei boschi».

Il movimento genitori auspica «vivamente l’immediata cattura dell’animale e dei suoi piccoli e la sistemazione definitiva in recinto». Occorre ricordare che «prima l’uomo poi gli animali è un concetto ecologico ed antropologico che va assolutamente applicato e ribadito», conclude Munizzi.

L’Arena – 21 Agosto 2014 

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