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«Ospedale Santorso, i reparti non si spostano». Ieri visita del presidente Zaia, che ha siglato un accordo tra gli imprenditori del territorio e l’Ulss 4. “Verso un nuovo Pssr”

 Dopo l’approvazione della riforma di ottobre, con la nascita dell’Azienda Zero e la diminuzione delle Ullss da ventuno a nove per abbattere i costi della burocrazia, il Governatore ha annunciato che “siamo già al lavoro per aggiornare il Piano Sociosanitario Regionale 2012-2016, perchè in sanità le cose cambiano con grande velocità e noi vogliamo trovarci pronti in un settore nel quale chi sta fermo in realtà arretra. Di certo non accadrà come nel 2012 – ha assicurato Zaia – quando, con un lavoro approfondito di revisione totale della macchina iniziato il giorno dopo delle elezioni del 2010, approvammo un nuovo Piano Sociosanitario che i veneti attendevano da 16 anni”.

«Leggende metropolitane». Così ieri mattina un Luca Zaia galvanizzato dal risultato referendario ha liquidato le preoccupazioni sulla possibile chiusura di reparti dell’ospedale Alto Vicentino a favore del polo bassanese. Il governatore del Veneto era presente a Santorso per partecipare alla firma di un protocollo d’intesa tra l’azienda sanitaria e una cordata di imprenditori intenzionati a finanziare lo sviluppo di servizi sanitari nell’ambito del “Progetto delle eccellenze sanitarie”.

Davanti ai medici dell’ospedale e ai sindaci dell’Alto Vicentino, tuttavia, Zaia ha parlato soprattutto del nuovo ruolo che assumerà il polo ospedaliero del territorio all’interno della Ulss. Ha rassicurato i sindaci presenti che non ci saranno altri tagli a favore di Bassano: «La qualità delle cure qui è eccellente» e della riorganizzazione della sanità regionale. «Non possiamo pensare con gli schemi di 20 anni fa».

IL FUTURO. Zaia ha attaccato così il suo intervento sull’Alto vicentino: «La prima domanda che mi hanno fatto stamattina è stata: “Ma qui sparirà tutto e andrà a Bassano?”. Vado a Bassano e mi chiedono: “Ma qui sparirà tutto e andrà a Treviso?” come se ci fosse un manovratore occulto che decide “Tu sì” e Tu no”. In realtà, siccome siamo degli autonomisti e dei federalisti incalliti, la nostra idea è che se un ospedale sa esprimere delle eccellenze, lo faccia. Noi non togliamo la benzina a chi vuoi crescere, l’importante è crescere con qualità».

Zaia ha affermato che in una sanità al passo coi tempi «gli ospedali non misurano più la loro importanza in base al numero di posti letto, ma alla qualità delle cure che vengono prestate permettendo, tra l’altro, di ridurre i ricoveri». E sulla riforma delle Ulss annuncia: «Penso che la prossima fase, anche se non so se sarò io a realizzarla, sarà quella di un’unica Ulss regionale, con un potenziamento della direzione di ciascun o dei 68 ospedali del Veneto».

I TIMORI. Le parole di Zaia hanno avuto come effetto il commento sollevato del sindaco di Thiene Giovanni Casarotto, che ha invitato il governatore a sciogliere esplicitamente i timori riguardo una «preminenza» del polo bassanese nella nuova Ulss Pedemontana.

«Non dovete avere complessi di inferiorità verso nessuno – ha ribadito Zaia – In Veneto, e in particolare nel vicentino, la cura dimagrante è già stata fatta». Valter Orsi, sindaco di Schio, ha preso lo spunto dal tema del giorno: «Credo che questo progetto di collaborazione tra pubblico e privato sia positivo, anche se ho il dente avvelenato contro i project financing. Per il futuro auspichiamo che gli investimenti sulla sanità riguarderanno anche gli operatori e non solo i macchinari».

Zaia, anche su questo, ha rassicurato. E sui project: «Li abbiamo ereditati. Avremmo voluto rinegoziarli, ma la legge che ci avrebbe permesso di farlo è bloccata in parlamento». Sulla fusione delle Ulss, a margine, si è espresso anche il consigliere di Tessiamo Schio Carlo Cunegato: «Seguirò la vicenda poiché sono seriamente preoccupato di spostamenti di medici, personale e uffici verso Bassano».

Il Giornale di Vicenza – 6 dicembre 2016

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