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Lotteria degli scontrini, il 50% della rete non è pronta. Ieri riunione all’agenzia delle Entrate: i commercianti chiedono una proroga

Il Sole 24 Ore, Annarita D’Ambrosio. Ci si augura miglior fortuna per la lotteria degli scontrini di quanto accaduto per il cashback. Scattata il 1° dicembre, operativa ufficialmente dal 1° gennaio 2021 , la riffa fiscale, in tre anni, di problemi ne ha superati, ma potrebbe riservarne altri. Prevista dalla legge di Bilancio 2017, più volte rinviata e modificata, presuppone infatti un complesso lavoro a monte.

La testa dei commercianti non è su questo, chiarisce subito Enrico Postacchini, responsabile commercio e città di Confcommercio, chiedendo una proroga di sei mesi.

Il costo di adeguamento previsto è di 300 euro a commerciante e le stesse società di fornitura del software non sono pronte – dice Postacchini – sottolineando che la moneta elettronica è già realtà e complicare le cose, in questa fase emergenziale, non è utile neppure per la lotta all’evasione fiscale. Proprio ieri Confcommercio e Confesercenti hanno partecipato aduna riunione operativa all’agenzia delle Entrate. Presente il segretario generale di Confesercenti, Mauro Bussoni: «è emerso con chiarezza – racconta – che il 50% della rete non è adeguata per l’avvio dell’iniziativa, basterebbero due mesi in più per poter partire tutti insieme e senza rischi di clamorosi flop». Confcommercio e Confesercenti sono concordi nell’individuare i rischi: categorie di piccoli commercianti penalizzati da costi più alti per spese esigue e code per gli acquisti che finirebbero con il favorire l’e-commerce.

Stiamo correndo tutti – conferma Albino Russo – responsabile settore economico e ufficio studi Coop, condividendo le perplessità delle associazioni, seppure in un quadro di piena condivisione con il Governo di obiettivi e percorsi. Nei supermercati software installato in cassa, ma sono in corso test e sarebbe necessario – precisa Russo – il rinvio quanto meno del termine di entrata in vigore dei nuovi tracciati per l’invio telematico degli scontrini elettronici alle Entrate.

Dicembre è il mese più importante dell’anno per la grande distribuzione – aggiunge – e bisogna concentrare gli sforzi nel servizio alla clientela, sottolineando che, a prescindere dal rischio pandemico attuale , l’iniziativa comporterà più code alle casse. Il consumatore, al supermercato, dovrà presentare il codice fedeltà, se ne dispone, e dettare anche il codice lotteria alfanumerico. «Ai costi di implementazione dei sistemi di pagamento, dunque, vanno aggiunti gli aggravi in termini di costo/ore del cassiere», costi quantificati da Coop tra i 5 e i 10 milioni di euro.

Non poco, a fronte di un’iniziativa che comunque i contribuenti, quelli più digitalizzati, sono disposti a sperimentare numerosi. Semplice il sistema di generazione del codice (barcode e alfanumerico) che è già possibile attivare sul sito predisposto dall’agenzia delle Dogane e Monopoli (https://www.lotteriadegliscontrini.gov.it): accesso al portale e inserimento del codice fiscale; accettazione dell’informativa privacy e inserimento del codice di sicurezza (capcha); visualizzazione del codice e salvataggio dello stesso.

Il codice va presentato all’atto del pagamento all’esercente e lo scontrino elettronico emesso sarà automaticamente inviato alle Entrate dove genererà un biglietto virtuale per ogni euro speso, fino a un massimo di mille biglietti virtuali per ogni scontrino (quelli superiori daranno comunque mille ticket).Un suggerimento: va attivata subito l’area riservata che sul sito è indisponibile (lo sarà da gennaio). Questo per avere un chiaro quadro della propria posizione evitando, in caso di smarrimento, di ripetere la procedura e avere un nuovo codice, operazione possibile fino a 20 volte.

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