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«Schede, rush finale. Nessun gioco al rialzo». Il presidente Padrin sui dg: «Qualcuno zoppica»

Schede ospedaliere, s’imbocca la dirittura d’arrivo. La quinta commissione, dopo le decine di audizioni di questi mesi, ha iniziato al suo interno la discussione finale, per consegnare il testo, riveduto e corretto, con i propri pareri, alla Giunta regionale.

Solo quando le schede diventeranno operative, la riforma disegnata dal Piano regionale socio-sanitario sarà un fatto compiuto. Il presidente Leonardo Padrin ha fatto la regia di questo lavoro di analisi delle proposte.

Presidente Padrin, quando conta di chiudere ? Entro settembre. Ho programmato sei sedute, due per settimana, otto ore l’una. Marce veloci. La maggioranza è decisa. Quali criteri userete ? Ci sono 600 pagine di osservazioni. Una prima indicazione è questa: se la proposta di un’Ulss è di attivare un nuovo reparto, il direttore generale mi dovrà dire quale altro reparto tirare via. Nessuno si sogni un gioco al rialzo.

Le audizioni sono state utili ? Sono state a 360 gradi. Alcuni sono stati sentiti in via informale, altri con tutti i crismi dell’ufficialità. Non è stato trascurato nessuno. Cambierete molto le schede ? Cambiamenti ce ne saranno, ma solo per soluzioni migliori. Credo, però, che con l’assessore Coletto si arrivi a un discorso condiviso, anche perché l’impostazione data dalla Giunta è per lo più accettabile.

Dove punteranno le migliorie ? Alcune Ulss hanno bisogno di un’organizzazione del lavoro diversa. I problemi maggiori ? Nelle aziende universitarie, a Padova e a Verona, dove l’analisi va fatta non solo sulla gestione ma sulle prospettive. La logica è diversa rispetto ad un’Ulss. Affidare un’unità operativa complessa ad un cattedratico significa associare la didattica alla cura. In un ospedale contano le cure di cui i cittadini hanno bisogno. Non è una variabile di poco conto. E a Vicenza ? Tutto sommato le schede rispettano molto il territorio vicentino. Non ci sono criticità. La richiesta più frequente dei direttori generali? Vogliono più posti di terapia intensiva. C’è da capire se è solo un problema organizzativo o siano davvero insufficienti.

Le schede danno molto o poco ? La Giunta è stata generosa. Non dimentichiamo però che la libera circolazione dei cittadini abbatterà il potere di Ulss e Regione. Ci sono reparti ospedalieri che ai blocchi di partenza partono nella stessa posizione ma sono destinati a durare di meno. La selezione la opererà la gente.

La prossima mossa che dovrà fare la Regione ? La revisione dei confini delle Ulss. Per farla ci vuole coraggio. Metteremo insieme i consiglieri che lo abbiano.

 Come giudica i dg? Li ho incontrati tutti, ottima squadra. Sì, qualcuno zoppica, ma percentualmente ci sta. Piuttosto mi pare che, rispetto al passato, abbiano acquisito un diverso senso di responsabilità verso le direttive regionali. Il dg non è un mandarino cinese, né un principe, ma veste i panni della Regione, un pezzo della catena. Ne aumenterei l’autonomia nei confronti dei privati accreditati e delle scelte da fare. Decidere di più ma rispondere di ciò che si fa.

Franco Pepe – Giornale di Vicenza – 10 settembre 2013

 

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