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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Lucera. “Chiudono ospedale e tribunale”: vescovo suona campane morto
    Notizie ed Approfondimenti

    Lucera. “Chiudono ospedale e tribunale”: vescovo suona campane morto

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche18 Agosto 2012Nessun commento2 Minuti di lettura
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    Durante la festa patronale monsignor Domenico Cornacchia, ha voluto così partecipare la propria vicinanza ai problemi che crea nella diocesi la soppressione del tribunale di Lucera, con le sue sedi distaccate di Rodi Garganico e di Apricena: “Non c’è nulla da festeggiare”

    L’aveva annunciato e ieri sera lo ha fatto: a conclusione della festa patronale non campane a festa ma ‘a morto’ perchè “non c’è nulla da festeggiare”. Il vescovo di Lucera e Troia, mons.Domenico Cornacchia, ha voluto così partecipare la propria vicinanza ai problemi che crea nella diocesi la soppressione del tribunale di Lucera, con le sue sedi distaccate di Rodi Garganico e di Apricena. Nei giorni scorsi aveva anche rivolto un appello al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al governo per il mantenimento degli uffici giudiziari lucerini.

    Un’analoga iniziativa era già stata assunta da monsignor Cornacchia lo scorso mese di giugno: alle 18.00 di ogni giorno faceva suonare ‘a morto’ tutte le campane della sua diocesi, per cercare di sventare la chiusura di alcuni reparti, con la riduzione di un gran numero di posti letto, nell’ospedale Francesco Lastaria, decisa dalla Regione Puglia per questioni di bilancio della sanità.

    Suonare le campane a morto – aveva spiegato nei giorni scorsi mons.Cornacchia in una nota – “vuole esprimere la vicinanza al dolore della nostra popolazione, che anche in questa istituzione vede colpita se stessa nelle sue aspettative più legittime e inalienabili e, nel contempo, come già affermavo circa la dolorosa vicenda dell’Ospedale F. Lastaria di Lucera, vede spegnersi un’altra significativa speranza per il suo futuro”.

    Per mons.Cornacchia, la soppressione del tribunale di Lucera “non è tutelativa delle popolazioni di Capitanata,

    le quali resteranno danneggiate sia economicamente che moralmente a causa della pressione mafiosa presente nei territori interessati”.

    “La comunità ecclesiale della Diocesi di Lucera e Troia – aggiungeva nella nota – solidarizza con tutti coloro che sono attualmente impegnati a lottare per la permanenza e la difesa del Tribunale di Lucera. Prego Dio confidando nell’intercessione di Santa Maria Patrona, in onore della quale ci apprestiamo a celebrare i festeggiamenti, perchè illumini coloro che possono a livello istituzionale e politico, intervenire affinchè non venga firmato il proponente decreto legislativo”.

    Repubblica.it – 18 agosto 2012

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