L’EFSA ha pubblicato i risultati della sua valutazione delle misure di controllo per la Dermatite nodulare contagiosa.

L’EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ha ricevuto un mandato dalla Commissione europea per valutare l’efficacia di alcune delle misure di controllo contro le malattie incluse nell’elenco di categoria A ai sensi del regolamento (UE) 2016/429 sulle malattie animali trasmissibili (“Legge di Sanità Animale”), producendo una serie di pareri.

In questi giorni è stato pubblicato il parere che valuta le misure di controllo per la Dermatite nodulare contagiosa (Lumpy Skin Disease – LSD). Nel documento, l’EFSA e il gruppo di esperti dell’AHAW esaminano l’efficacia di:

  • le procedure di campionamento cliniche e gli esami di laboratorio, nella loro capacità di rilevare la malattia (o stimare la prevalenza della malattia all’interno di uno stabilimento), in animali sospetti o confermati in un unico stabilimento, o in stabilimenti all’interno di zone di restrizione;
  • la durata del periodo di monitoraggio (per diversi scenari) nel controllo dei focolai sospetti e confermati;
  • il raggio minimo delle zone di protezione e sorveglianza e il periodo di tempo minimo in cui le misure dovrebbero essere applicate in queste zone.

Procedure cliniche e di laboratorio specifiche per la LSD per ciascuno scenario del primo obiettivo della valutazione non sono state riscontrate nella normativa dell’UE. Dato che i noduli cutanei sono patognomonici per l’LSD e che la sensibilità della PCR è maggiore nei tessuti, i test di laboratorio per confermare o escludere la malattia dovrebbero mirare agli animali con noduli cutanei. Per alcuni scenari sono state previste specifiche procedure di campionamento per esami clinici e di laboratorio.

Per valutare la durata minima delle misure da attuare nelle zone di protezione e sorveglianza è stata effettuata una ricerca bibliografica estensiva (ELS). Questo ELS mirava a valutare il periodo medio, più breve e più lungo tra il primo punto di infezione dei bovini con il virus LSD e il momento in cui l’autorità competente ha segnalato un sospetto. Il tempo medio per la segnalazione di un sospetto è stato quindi utilizzato per valutare l’efficacia della durata dei periodi di monitoraggio. Per la maggior parte degli scenari, la durata del periodo di monitoraggio dell’LSD (28 giorni) è stata considerata sufficiente. Sono state fornite raccomandazioni per alcuni degli scenari rilevanti. Per valutare l’efficacia del tempo minimo in cui le misure dovrebbero essere applicate nelle zone di protezione e sorveglianza, sono stati utilizzati rispettivamente il tempo medio e il tempo più lungo valutato tramite l’ELS. Al riguardo, sono state ritenute efficaci la durata minima della zona di protezione (28 giorni) e della zona di sorveglianza (45 giorni) che devono essere predisposte secondo la normativa vigente.

Il periodo di monitoraggio è stato valutato come efficace e, sulla base dei nuclei di trasmissione disponibili, si è concluso che un zona di protezione con un raggio di 20 km e una zona di sorveglianza con un raggio di 50 km conterrebbero > 99% della trasmissione da uno stabilimento colpito. Le raccomandazioni fornite per ciascuno degli scenari valutati mirano a supportare la Commissione Europea nella stesura di ulteriori atti legislativi, nonché per plausibili richieste ad hoc in  relazione all’LSD.
Il documento prodotto dall’EFSA può essere scaricato qui: