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Macellazione clandestina. Nas sequestrano azienda agricola in Toscana

L’uccisione e la macellazione del bestiame avveniva senza il rispetto delle norme igieniche e di benessere animale e igieniche. Ispezioni passate avevano già fatto emergere irregolarità nella gestione dell’attività e maltrattamenti nei confronti degli animali di allevamento e di altri animali domestici

I Carabinieri del Nas di Firenze hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di un’azienda agricola di Signa (Fi) che, seconda quanto emerso nel corso delle indagini, avrebbe svolto attività di macellazione abusiva eseguita, spiega una nota dei Nas, “senza alcun rispetto della disciplina posta alla salvaguardia del benessere animale e con grave rischio per la salute, in quanto operata in assenza di qualunque norma igienica”.

La carne destinata al consumo umano, inoltre, è risultata proveniente da capi animali privi di controllo veterinario ed affetti da patologie mai trattate.

Quattro le persone denunciate, due di cittadinanza italiana e due di cittadinanza maghrebina, impiegate in qualità di collaboratori e dipendenti dell’azienda fiorentina, a carico dei quali pende l’ipotesi di accusa di macellazione clandestina, uccisione e maltrattamento di animali.

“L’azienda ed il titolare – spiegano i Nas -, già nel recente passato erano stati oggetto di verifiche ispettive che avevano evidenziato situazioni di irregolarità per l’attivazione di una discarica abusiva, maltrattamenti ad uno dei cani di proprietà e numerose mancanze nell’aggiornamento dell’anagrafe zootecnica e relativamente alle comunicazioni dei decessi aziendali di animali domestici, per le quali erano state irrogate diverse sanzioni amministrative”.

“A seguito di una recrudescenza delle attività illecite – aggiunge la nota -, le indagini hanno determinato l’emissione della misura cautelare del sequestro dell’intera struttura aziendale, composta da un edificio e 3,5 ettari di superficie coltivata, per un valore di 250 mila euro”.

Sottoposti a sequestro anche i 151 animali da reddito attualmente presenti nella struttura (bovini, ovicaprini, suini e pollame) nonché 6 cani, per i quali sono state avviate le procedure di affidamento in custodia.

quotidianosanita.it – 4 settembre 2012

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