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Mangiano erbetta coltivata in casa. Famiglia in coma e in gravi condizioni

La nonna l’ha vista spuntare sul balcone con le altre piante e l’ha servita a cena. In 4 sono ricoverati in prognosi riservata

Sono bastate poche foglie. Da una piantina che aveva le foglie come quelle della salvia e ci ha condito la pasta. Così una coppia di anziani, la figlia e il nipote di 11 anni si sono sentiti male. Tanto da essere ricoverati d’urgenza e in gravi condizioni. Tutti in prognosi riservata e in coma farmacologico. È successo lunedì sera in zona Vanchiglia a Torino. I carabinieri hanno sequestrato la pianta per farla analizzare.  Il medico: «In coma farmacologico, prognosi riservata»

 Seconda una prima ipotesi la pianta è tossica e allucinogena. Potrebbe trattarsi della «atropa belladonna» che è molto simile all’insalata.

La nonna l’ha vista spuntare sul balcone con le piante grasse e non ha esitato: l’ha usata come condimento e servita a tavola. Intorno a mezzanotte hanno dato l’allarme. Il bambino è stato sottoposto a lavanda gastrica e attualmente è in coma farmacologico, intubato al Regina Margherita. La madre di 46 anni è alle Molinette in rianimazione, anche lei in gravissime condizioni. La nonna, 66 anni, che avrebbe ammannito l’insalata tossica, e il compagno di 65 anni sono stati portati all’ospedale Mauriziano.

L’ALLARME – Le erbe selvatiche velenose, scambiate per commestibili e servite a tavola, possono causare gravi intossicazioni e addirittura uccidere. Lo spiega Franca Davanzo, direttrice del Centro antiveleni dell’ospedale Niguarda di Milano. «Ogni anno sono un migliaio le richieste di consulenza che riceviamo da tutta Italia, di cui circa 400 dalla Lombardia, per sospette intossicazioni dopo esposizione a piante sia di appartamento che selvatiche, queste ultime molto più pericolose. E tutti gli anni si calcolano 2-3 morti, che non sono assolutamente pochi».

Corriere.it – 26 giugno 2013 

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