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Manovra 2023, con la fiducia del Senato è legge. Dalle pensioni al fisco: tutte le misure della prima legge di Bilancio del governo Meloni

Dopo la maratona parlamentare e le forti polemiche delle opposizioni per la compressione dei tempi di discussione, la prima manovra del governo Meloni è stata approvata ufficialmente dal Senato, dopo la fiducia: i voti favorevoli sono stati 107 (erano stati 109 per la fiducia), i contrari 69 e uno è stato l’astenuto. La legge di Bilancio per il 2023, da 35 miliardi, è così legge. Ed è per la stragrande maggioranza dedicata alle bollette e al contrasto ai rincari energetici: voci che si prendono 21 miliardi e che, per altro, hanno un orizzonte limitato al primo trimestre dell’anno. Dalle pensioni alla stretta al Reddito di cittadinanza, dall’assegno unico ai bonus: ecco i principali interventi.

Oneri azzerati e sconti alle imprese: le misure per l’energia

La manovra impiega 21 miliardi per l’energia. Rafforzato il credito d’imposta per le imprese, si allarga la soglia Isee per le famiglie per accedere ai bonus sociali. Cambia la tassa sugli extraprofitti. Tutti i dettagli

Pensioni, quota 103 per evitare la Fornero. Opzione donna per poche. Rivalutazioni parziali

Possibilità molto limitate per chi nel 2023 voglia andare in pensione in anticipoquota 103, la nuova misura transitoria che sostituisce quota 100, in attesa di una vera riforma della legge Fornero, include solo chi ha almeno 41 anni di contributi e 62 anni di età, e Opzione Donna mantiene la possibilità solo per chi ha almeno 60 anni, l’età si riduce di uno o due anni solo in caso di figli. La rivalutazione deve accontentarsi delle risorse a disposizione, premia comunque gli assegni medio-bassi. Le minime mettono a segno un aumento fino a 600 euro, ma solo per gli ultrasettantacinquenni e con una copertura limitata al 2023. Tutti i dettagli

Reddito di cittadinanza, nuovi paletti. Ma l’offerta resta “congrua”

La misura-bandiera del Movimento 5 Stelle è fortemente falcidiata dalla Manovra: si va verso l’abolizione dal 2024. Verrà erogato solo per sette mesi, il prossimo anno, ai circa 440 mila nuclei familiari che non hanno al loro interno un disabile, un minorenne, o un anziano. E tutti gli altri lo percepiranno solo fino al 31 dicembre 2023, poi sarà abolito. La sfida per gli occupabili è la formazione. Inefficace nei fatti l’emendamento Lupi che abroga il termine “congrua” dall’offerta di lavoro che non si puà rifiutare: rinvia comunque alle norme del Jobs Act che definiscono, ancora una volta, le caratteristiche indispensabili dell’offerta. Tutti i dettagli

Fisco, condono e stralcio delle mini-cartelle: 12 sanatorie

Il governo l’ha chiamata “tregua fiscale” e ha inserito nella Manovra un folto pacchetto di norme che riguardano il rapporto tra Fisco e contribuenti. Tra i dodici condoni previsti, c’è il colpo di spugna per i debiti erariali sotto i 1.000 euro per il periodo 2000-2015. Eccezione per i Comuni: potranno scegliere se annullare o meno i crediti. Tutti i dettagli

Tasse, flat tax più ampia per le partite Iva. Giù il cuneo ai dipendenti

Continuità col governo Draghi nel segnale ai lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi: cuneo contributivo ridotto di due punti per chi ha un reddito fino a 35 mila euro. Le buste paga di 13,8 milioni di lavoratori, quindi, manterranno l’aumento ottenuto quest’anno, che va da 178 euro netti (per chi ha un reddito lordo annuo di 12 mila euro) a 435 euro netti per chi ha un reddito di 35 mila euro. Per i lavoratori con redditi fino a 25 mila euro, taglio del cuneo potenziato a 3 punti percentuali, uno in più rispetto a quello del 2022. Per gli autonomi, la flat tax al 15% sale da 65 a 85mila euro di soglia di fatturato. Debutta anche quella “incrementale”, sempre per le Partite Iva: tassata al 15% una quota dell’incremento di reddito registrato quest’anno rispetto al maggiore tra i redditi dichiarati nei tre anni precedenti e che sono assoggettati alle aliquote ordinarie dell’Irpef. Tutti i dettagli

Assegno unico potenziato, smart working solo per i fragili: la famiglia

Cambia l’assegno unico che ha accorpato le detrazioni per i carichi familiari. Dall’anno prossimo la maggiorazione forfettaria per i nuclei con quattro o più figli – pari a 100 euro mensili per nucleo, già riconosciuta per il 2022 – viene incrementata del cinquanta per cento. Si prevede inoltre l’aumento del 50% per ciascun figlio di età inferiore ad un anno, oppure di età inferiore a tre anni nel caso in cui l’Isee del nucleo familiare sia inferiore o pari a 40.000 euro e vi siano almeno tre figli. Lo smart working agevolato va avanti solo per i fragili. Giù l’Iva su prodotti femminili e per l’infanzia. Tutti i dettagli

Superbonus, mutui, mobili: gli interventi per la casa

Torna il capitolo dei bonus edilizi. In tandem con il decreto Aiuti quater, la Manovra detta il nuovo calendario per sfruttare il Superbonus 110% anche nel 2023: solo in specifici casi che riguardano i condomini, per gli altri scenderà infatti al 90%. L’anno prossimo si potranno detrarre al 50% le spese fino a 8mila euro per frigoriferi&Co con il prolungamento del bonus mobili. Sui finanziamenti per l’acquisto, si allungano le misure a vantaggio dei giovani e torna la possibilità di passare dal variabile al fisso. Tutti i dettagli

Dalla spesa alimentare allo psicologo: tutti i bonus

La 18App di Renzi va in soffitta e arriva un doppio binario per incentivare i neo maggiorenni ad andare al cinema o a teatro, o comprare libri: una “Carta della cultura Giovani” per quelli in un nucleo familiare con Isee fino a 35mila euro; una “Carta del merito“, ai maturati con 100 centesimi. Mezzo miliardo in un Fondo per sostenere l’acquisto di beni alimentari alle famiglie con Isee fino a 15mila euro, c’è anche la sperimentazione del Reddito alimentare: distribuzione dell’invenduto dei supermercati agli indigenti. Il bonus psicologo viene esteso anche agli anni 2023 e 2024 e successivi. Il limite sale a 1.500 euro a persona (nel 2022 era di 600 euro a persona con parametrazione alle diverse fasce Isee entro i 50.000 euro). Basso, alla luce dell’interesse registrato nel 2022 (accolta una domanda su dieci per limiti di risorse), il tetto complessivo di spesa: 5 milioni di euro per il 2023 e 8 milioni decorrere dal 2024. Tutti i dettagli

 

 

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