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Manovra, in Parlamento si riapre la partita sul pubblico impiego e sulle pensioni. Domani scade il termine per la presentazione dei correttivi alla Camera

Pensioni, statali e famiglia. Sono i tre temi del disegno di legge di Bilancio su cui è destinata a concentrarsi gran parte degli emendamenti dei gruppi parlamentari alla Camera. Con due incognite: i possibili ritocchi al canone Rai e al capitolo fiscale del provvedimento anche sulla base dei rilievi del Servizio Bilancio di Montecitorio: dalle detrazioni fiscali per ristrutturazione antisismica e energetica fino alla riapertura della voluntary disclosure.

E con una variabile tutt’altro che trascurabile: l’esito della partita con la Ue, che già la prossima settimana potrebbe avere qualche ricaduta sui lavori in commissione Bilancio. La discussione a Montecitorio comincerà a entrare nel vivo proprio la prossima settimana, subito dopo il primo via libera al decreto fiscale, che costituisce parte integrante della manovra da 26,7 miliardi. La scadenza per la presentazione degli emendamenti in Commissione al Ddl di Bilancio è fissata per domani. E i gruppi sono già al lavoro anche se in questi giorni hanno concentrato prioritariamente i loro sforzi sul Dl fiscale.

Uno dei capitoli che sarà sicuramente interessato da un consistente pacchetto di modifiche è quello della previdenza. E già il parere di merito che arriverà dalla commissione Lavoro, presieduta da Cesare Damiano (Pd), costituirà un primo non trascurabile indizio. Nel mirino ci sono i tetti contributivi per usufruire dell’Ape social (30 anni per disoccupati e disabili e 36 per alcuni lavori “gravosi”), l’elenco delle attività faticose, il reale impatto dell’ottava salvaguardia. E su questi punti non mancano le osservazioni dei tecnici del Servizio Bilancio della Camera che, come anticipato dal Sole 24 Ore, nel caso dell’Ape (Anticipo pensionistico) chiedono anzitutto al Governo di chiarire la platea degli interessati.

Sul versante dei contratti degli statali la partita dei ritocchi si giocherà quasi interamente sul rafforzamento della dote e sulla sua ripartizione tra i vari interventi che sono collegati alle risorse disponibili (attualmente 1,48 miliardi): oltre ai rinnovi, riordino carriere del personale del comparto sicurezza-difesa e stabilizzazione per lo stesso comparto del bonus degli 80 euro. Nello stesso dossier dei tecnici della Camera si afferma che «appare opportuno acquisire i dati relativi alla determinazione dei predetti importi e alla loro ripartizione» tra i singoli interventi. Sempre l’incremento delle risorse dovrebbe essere al centro di alcune proposte di modifica sul pacchetto famiglia (bonus bimbi e “buoni nido”). Anche in questo caso i tecnici della Camera sollecitano il Governo ad alcuni chiarimenti sulla giacenza media di cassa del Fondo per il sostegno della natalità.

Intricata appare poi la matassa del canone Rai. Sulla riduzione da 100 a 90 euro del bonus e sulla conseguente definizione della platea i tecnici di Montecitorio chiedono l’acquisizione di ulteriori «dati ed elementi di valutazione al fine di escludere eventuali decrementi di gettito». Nel dossier chiarimenti vengono chiesti anche sulla misura riguardante l’asta delle frequenze tv e su una parte del gettito atteso dalla voluntary bis. Nel mirino dei tecnici della Camera anche l’Iva di gruppo (serve «la valutazione del Governo circa elementi elusivi»), la proroga del bonus per la ristrutturazione delle strutture turistico-alberghiere e il regime di cassa per i contribuenti in contabilità semplificata.

Il Sole 24 Ore – 10 novembre 2016

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