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Manovra, inammissibili 1000 emendamenti su 3mila. Non passa l’aumento a 72 anni dell’età di pensionamento dei medici. I sindacati: era una toppa peggio del buco

Ripescate in extremis dalla commissione Bilancio 50 proposte, tra cui diverse che distribuiscono fondi ad associazioni che assistono persone con disabilità e le loro famiglie. 

In corsia o nello studio a fare visite fino a 72 anni. Non supera l’esame di ammissibilità della commissione Bilancio la proposta contenuta in un emendamento alla manovra con cui la maggioranza voleva provare ad arginare la cronica carenza di medici in Italia dove mancano almeno 20mila camici bianchi tra pronto soccorso, corsie ospedaliere e studi dei medici di famiglia. Tra l’altro gli stessi sindacati dei medici che il 15 dicembre saranno in piazza contro la manovra sono insorti contro la proposta parlando di una «toppa peggio del buco» che rischia di limitare l’accesso e la carriera dei giovani e di non bloccare il fenomeno delle cooperative con i medici “comprati” a gettone.

La carenza cronica dopo anni di imbuto formativo

Dopo un lungo periodo di imbuto formativo da alcuni anni sono aumentati i posti sia ai corsi di laurea in medicina – ora arrivati a circa 14mila – che le borse di specializzazione che si attestano sulle 15mila: il problema però è che i nuovi medici formati non si vedranno prima di 5-6 anni e quindi bisogna trovare una soluzione per tappare i buchi in ospedale e negli studi dei medici di famiglia per i quali si parla di 20mila carenze. Da qui la presentazione di diversi emendamenti dello stesso tenore a firma della maggioranza che vanno nella stessa direzione e cioè allungare, «su base volontaria», l’età pensionabile che oggi per i camici bianchi è fissata a 68 anni con possibilità di proroga a 70. Il testo della modifica parla infatti della necessità di evitare « ulteriori carenze nelle dotazioni organiche» ma anche «favorire l’esplicarsi a medio termine delle politiche di potenziamento della formazione universitaria con l’incremento dei laureati in medicina e chirurgia con le relative specializzazioni» fino a « sostenere adeguatamente le azioni di contrasto all’emergenza pandemica»

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