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Manovra. Pareggio di bilancio nel 2013 a quota 34 miliardi

Manovra lorda complessiva per il pareggio di bilancio nel 2013 a quota 34,4 miliardi, comprensiva dei 13,1 miliardi attesi dall’aumento di due punti delle aliquote Iva del 10 e 21% in programma dal 1° settembre 2012.

Si sale nel 2014 a 37,8 miliardi. Dalla lettura del prospetto riepilogativo degli effetti finanziari della manovra varata domenica sera dal Consiglio dei ministri, emergono nuovi particolari sulla portata complessiva dell’intervento. La correzione è diretta per 20,1 miliardi nel 2012 alla riduzione del deficit (che salgono a 21,3 miliardi nel 2013 e a 21,4 miliardi nel 2014). Le risorse aggiuntive sono destinate a sostenere la crescita e si tratta per gran parte di minori entrate tra cui la piena deducibilità dell’Irap ai fini Ires e Irpef per la componente costo del lavoro), compensate anche dall’aumento dell’Iva. La manovra, che ha avviato il suo iter alla Camera, sarà approvata in via definitiva prima di Natale, secondo quanto ha assicurato il presidente Gianfranco Fini. Si va verso un voto di fiducia? Dipenderà dalle valutazioni del governo, ha aggiunto. «Penso che nessuno si possa assumere la responsabilità di bruciarla».

Il peso delle nuove entrate

Con ben 11 miliardi di nuove entrate, il pacchetto casa è la voce più consistente della manovra «salva-Italia». Un apporto non meno significativo è atteso anche dal rincaro delle accise e dell’Iva sui carburanti: 4,8 miliardi nel 2012 al netto del credito d’imposta per l’autotrasporto che vale un miliardo di euro. Quanto all’imposta di bollo sugli strumenti finanziari e sui capitali scudati, la stima della Ragioneria è per un maggior gettito rispettivamente di 1,04 e 1,09 miliardi di euro nel 2012.

Non è tutto qui, poiché tra gli addendi fiscali della manovra occorre inserire anche l’effetto dello sblocco delle addizionali regionali Irpef, predisposto per compensare i tagli ai trasferimenti. Si prospetta un ulteriore aggravio fiscale di 2,2 miliardi dal 2012. Completa il quadro la nuova clausola di salvaguardia che il governo ha inserito nel decreto, in sostituzione della modalità di copertura della delega fiscale predisposta dal precedente esecutivo. La relazione tecnica chiarisce che il prospettato incremento del l’Iva garantirà maggiori entrate di 3,2 miliardi nel 2012, di 13,1 miliardi nel 2013 e 16,4 miliardi nel 2014.

L’addizionale sul bollo auto coinvolge le vetture di cilindrata superiore ai 185 kw e garantirà nel 2012 circa 168 milioni. Altri 200 milioni sono attesi dalla stretta sulle imbarcazioni, mentre dagli aeromobili privati è previsto un gettito di 85 milioni l’anno. Nel totale dalla stretta fiscale sui beni di lusso è atteso un maggiori gettito di circa 500 milioni circa.

L’apporto dei tagli

Per gran parte il capitolo dei tagli è affidato ai risparmi attesi dalla riforma previdenziale e al nuovo intervento a carico delle autonomie locali. In totale si tratta di 1,8 miliardi in ciascuno degli anni del triennio. I risparmi attesi, in termini di minor spesa pensionistica al lordo del fisco, sono 3,85 miliardi nel 2012 (al netto del fisco 2,89 miliardi) e 6,7 miliardi rispettivamente nel 2013 e nel 2014 (al netto del fisco 4,9 miliardi), oltre 6,6 miliardi nel 2015 (4,8 miliardi al netto del fisco).

La spesa per le pensioni – si legge nella relazione – sarà in equilibrio attorno al 2045-2050. «Emerge una riduzione crescente nel tempo da circa 0,2 punti percentuali del 2012 a circa 1,4 punti percentuali nel 2020, per poi scendere a 0,9 punti percentuali nel 2030, a circa 0,2 punti percentuali al 2040 per poi azzerarsi attorno al 2045-2050».

La soppressione di enti e organismi pubblici (Inpdap ed Enpals) garantirà risparmi per 20 milioni nel 2012, 50 milioni nel 2013 e 100 nel 2014. Nella relazione tecnica si segnala anche, ma sotto forma di maggiori spese definite indifferibili, lo stanziamento di 700 milioni che servirà a prorogare le missioni di pace nel secondo semestre 2012.

Le misure per la crescita

Gli interventi fanno lievitare l’entità lorda della manovra, nell’aspettativa che possano propiziare effetti propulsivi sul fronte dello sviluppo. In primo luogo, le nuove misure fiscale per premiare la formazione di capitale proprio da parte delle imprese (Ace): la stima di minor gettito è di 950,5 milioni nel prossimo anno, di 1,4 miliardi nel 2013 2 2,9 miliardi l’anno successivo.

Quanto agli effetti della deducibilità dell’Irap sulla quota lavoro dall’Ires e dall’Irpef, si prevede una perdita di gettito di 1,4 miliardi nel 2012, 1,9 miliardi nel 2013 e di poco più di 2 miliardi nel 2014

Ilsole24ore.com – 7 dicembre 2011

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