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Manovra, primo sì. Ma cambierà ancora. Via libera alla fiducia dalla Camera, ma sul 2% resta alta tensione. Al Senato saranno tagliati i fondi per «quota 100» e reddito

Con 330 voti favorevoli e 219 contrari alla fiducia posta dal governo, arriva il primo via libera della Camera alla manovra di bilancio nella versione contestata da Bruxelles. Le modifiche cui il governo sta lavorando, con la revisione delle stime di spesa sia per Quota 100 sulle pensioni che sul Reddito di cittadinanza, arriveranno solo al Senato, dove la manovra sbarcherà lunedì, costringendo la Camera ad una terza lettura intorno ai giorni di Natale.

«Le cose si stanno mettendo molto bene, sono ottimista che si porti a casa la legge di bilancio con le riforme e senza andare in procedura di infrazione» ha detto il vice premier, Luigi Di Maio. Quelle misure potrebbero «costare meno di quanto stanziato» ed i possibili risparmi «diventare oggetto della trattativa con la Ue» ha spiegato Di Maio, escludendo difficoltà con il ministro dell’Economia, Giovanni Tria. «Ha tutta la nostra fiducia» ha detto Di Maio, mentre Palazzo Chigi ha smentito come «fantasiose ricostruzioni» le voci sul disagio di Tria, che «sta svolgendo il suo lavoro con serietà e impegno», in «piena sintonia» con il governo che «va avanti compatto».

Sull’intesa con Bruxelles per la revisione della manovra c’è maggiore ottimismo, ma il tempo stringe e nessuno azzarda previsioni, mentre il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, torna a sottolineare i rischi dello spread elevato. Il premier Giuseppe Conte potrebbe tornare a Bruxelles per incontrare il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, verso metà della prossima settimana, mentre tra Tria e i commissari Moscovici e Dombrovskis il contatto è costante.

Accanto agli aggiustamenti su Quota 100 e Reddito, l’obiettivo è risparmiare almeno 3-4 miliardi di euro, sui 16 stanziati, il passaggio al Senato servirà per altri ritocchi importanti alla manovra. Si rimetterà mano sul bonus/malus ecologico per l’acquisto delle automobili, e dovrebbe essere introdotto il taglio alle pensioni d’oro. Probabilmente si riaprirà anche il capitolo della pace fiscale, cancellata dal decreto in cui era stata inserita. Lega e M5S potrebbero reintrodurre il saldo e stralcio delle cartelle, con il pagamento del 15%, almeno per i contribuenti che hanno dichiarato le imposte ma non le hanno poi versate.

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