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Manovra, sanità sotto tiro: ipotesi tagli lineari da 2-2,5 miliardi. Ma frenano Regioni e forze politiche

1a1a22_tagli_sanita_nmaniMeno prestazioni, ticket sui ricoveri e interventi sui farmaci. Anche la spesa sanitaria finisce nel menu dei tagli del Governo. La pratica è stata aperta ufficialmente al ministero dell’Economia e la richiesta di partecipazione del Ssn alla manovra salva-Italia oscilla tra 2 e 2,5 miliardi di altre minori spese nel 2012. Un taglio lineare al fondo sanitario nazionale, che poi le Regioni dovrebbero autogestire in casa propria. Altra strada sarebbe l’anticipazione di parte delle misure per il 2013 della manovra estiva: ticket anche sui ricoveri, riduzione della copertura oggi garantita dai livelli essenziali di assistenza (Lea), forse farmaci (anche ospedalieri), dispositivi, servizi sanitari e non.

Il ventaglio di ipotesi è in divenire come la stessa entità della manovra, e il rebus sarà sciolto solo nei prossimi giorni. I 17 miliardi cumulati di tagli già in cantiere per la salute con le manovre estive e con quella del 2010, salirebbero a 20 miliardi. E se si anticipassero al 2013 gli altri 54 miliardi previsti per il 2014, la cura dimagrante supererebbe in tre anni i 25 miliardi. La partita però è apertissima. Non mancano infatti forti resistenze a un nuovo intervento sulla spesa per la salute tra i partiti che sostengono il Governo. E anche le Regioni – che dovrebbero incontrare il Governo solo domenica – frenano e preparano ipotesi alternative che non riducano le risorse al sistema. La richiesta dei governatori è di evitare il rischio di riduzione di servizi e prestazioni sanitarie, affidando le soluzioni al «Patto» col Governo, da fare anche «in tempi rapidissimi» ha proposto ieri Vasco Errani (Emilia Romagna). E se le Regioni frenano, anche tra le forze politiche cresce l’agitazione. «Anziché fare altri tagli – propone Ignazio Marino (Pd), presidente della commissione d’inchiesta del Senato sul Ssn – basta evitare le procedure che causano almeno una notte in più di ricovero per 400mila interventi programmati di chirurgia ogni anno. Si risparmierebbero almeno 4 miliardi, migliorando qualità ed efficienza». Ogni intervento in direzione del contenimento della spesa – ha detto non a caso, pur non riferendosi direttamente alla manovra, il ministro della Salute, Renato Balduzzi, nell’audizione di mercoledì al Senato – «si dovrebbe accompagnare a decisioni volte ad aumentare la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni e dei servizi resi». Le Regioni d’altra parte respingono i ticket sui ricoveri: la vecchia ipotesi di 10 euro a ricovero, se tornasse in vita, avrebbe un gettito modesto (120 milioni su 12 milioni di ricoveri l’anno ma senza considerare gli esenti), 740 milioni se il ticket valesse per ogni giornata di ricovero (74milioni, esenti inclusi). Resterebbe comunque da affrontare la riforma delle esenzioni per reddito, per numerosità delle famiglie e appropriatezza delle prestazioni. E così la soluzione più rapida ma non indolore – per il Governo – sarebbero i tagli lineari ai fondi regionali accompagnata dalla riduzione dei Lea. Ipotesi che potrebbero mettere in dubbio quella che per Mario Monti vuol essere la stella polare che deve accompagnare la linea del rigore e della crescita: l’equità.

È polemica intanto sui costi degli ospedali pubblici. Secondo il rapporto 2011 dell’Aiop (ospedalità privata) presentato ieri a Roma, gli ospedali pubblici “sprecano” 13 miliardi l’anno, il 29% dei finanziamenti totali. Una «inefficienza sommersa» calcolata attribuendo agli ospedali del Ssn lo stesso finanziamento assegnato alle cliniche private. Gli “sprechi” varierebbero dal minimo del 17,2% in Veneto al massimo del 464% in Calabria «Serve una riforma strutturale», ha commentato il presidente Mop, Enzo Paolini. «Gli ospedali pubblici non sprecano denaro, ma impegnano risorse per garantire anche le cure più costose a quei pazienti che solitamente le strutture private non prendono nemmeno in carico», ha replicato Giovanni Monchiero, presidente della Fiaso, la federazione delle aziende sanitarie.

di Roberto Turno

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