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Manovra, via agli emendamenti. Battaglia tra i partiti sul Bilancio. Al Senato il dibattito entra nel vivo, maggioranza lontana dall’intesa. Testo in ritardo, allarme tempi

Le tasse sul consumo della plastica monouso e delle bevande zuccherate, la stretta al regime fiscale delle auto aziendali in uso ai dipendenti, il taglio del cuneo fiscale, il pacchetto di misure a favore delle famiglie e della natalità, ma anche la rivalutazione delle pensioni più basse, l’emergenza occupazione a Taranto, i fondi per fronteggiare le calamità naturali. L’esame della legge di Bilancio del 2020 entra nel vivo oggi, con la presentazione degli emendamenti in commissione Bilancio del Senato, ma i nodi da sciogliere sono ancora molti. E nonostante gli appelli del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a fare squadra la maggioranza non ha ancora serrato i ranghi, con ciascun partito che insegue le sue priorità.

Difficilmente si arriverà a superare il record degli anni passati, che hanno visto Finanziarie, leggi di Stabilità e di Bilancio sommerse da migliaia di emendamenti in Commissione (nel 2017 ne arrivarono 6.100), ma in compenso il cammino della Legge sarà più breve del solito. Arrivata in Parlamento molti giorni dopo la scadenza del 20 ottobre, la legge di Bilancio incrocia il suo iter con quello del decreto fiscale che l’accompagna, che è all’esame della commissione Finanze della Camera, che questa settimana inizierà a votare le proposte di modifica. Ma anche con altri provvedimenti urgenti all’esame del Parlamento, a cominciare dal decreto sul sisma nel Centro Italia, che scade il 23 dicembre, a quello sul clima, varato pochi giorni prima della manovra.

Mercoledì sono attesi gli ultimi ritocchi del governo al decreto fiscale, che dopo la votazione in Commissione, arriverà in Aula alla Camera il 3 dicembre. Nello stesso tempo il Bilancio procederà al Senato. Questa settimana i gruppi politici segnaleranno gli emendamenti più importanti, quindi il governo farà la sintesi entro il 26 novembre, prima di arrivare nell’Aula di Palazzo Madama. Poi lo scambio dei provvedimenti tra i due rami del Parlamento. Un calendario strettissimo, visto il quale è difficile ipotizzare una terza lettura per i due provvedimenti.

Il decreto fiscale

A Palazzo Madama le proposte di modifica mentre la Camera inizia

a votare il decreto fiscale

Anche per questo Conte chiede di procedere rapidi e compatti, ma la maggioranza non sembra aver ancora trovato un’intesa. Sul decreto fiscale resta aperta la discussione sul pacchetto antievasione con lo scoraggiamento del contante e gli incentivi per la moneta elettronica, come sull’inasprimento delle pene per i reati fiscali voluto dal Movimento 5 Stelle. Sulla legge di Bilancio la discussione è ancora apertissima soprattutto sulle tasse. Ma il M5S punta anche a rafforzare il pacchetto per la famiglia, e se possibile a caratterizzare in modo ancor più «verde» la manovra. Il Pd è pronto a rivedere i nuovi tributi sulla plastica e il regime sulle auto aziendali, e se ci fossero risorse aggiuntive preferire metterle sul taglio del cuneo fiscale. Italia viva non molla sulla plastic tax e le auto aziendali, suggerisce di spuntare Quota 100 e propone tagli alla spesa dela pubblica amministrazione. C’è accordo tra tutti sugli interventi a favore di Venezia, Matera, e per fronteggiare l’emergenza idrogeologica, come sulle risorse a favore dei Vigili del fuoco, le forze dell’ordine, gli anziani non autosufficienti. In questo caso il problema è quello di trovare nuovi fondi, che per ora non ci sono.

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