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Mattone, Inps scoppia la bagarre. In lizza 6 operatori immobiliari

I desiderio è quello di cambiare radicalmente marcia. E sfruttare in pieno un -mattone» il cui valore si aggira intorno agli 1,5 miliardi di euro. L’Inps, l’Istituto nazionale di previdenza sociale guidato da Antonio Mastrapasqua, sta per individuare un nuovo gestore del suo patrimonio immobiliare.

Per quanto alleggerito dalle precedenti operazioni di cessione, tra cui le non fortunatissime cartolarizzazioni Scipl e Scip2, il -pacchetto- contiene ancora 13 mila unità immobiliari e 1.200 particelle di terreni. Insomma, il tutto fa ancora gola. Prova ne sia il fatto che ci sono ben sei operatori immobiliari che si stanno contendendo la gestione del pacchetto. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, infatti, è giunta agli sgoccioli la procedura con cui, diversi mesi fa, l’ente previdenziale aveva messo a gara la gestione del suo patrimonio immobiliare. In ballo, per il servizio che ha una durata contrattuale di 36 mesi, ci sono 44 milioni e 100 mila euro. Ebbene, dopo l’apertura delle buste sono spuntati fuori sei operatori del settore, tra cui, secondo alcune indiscrezioni, ci sarebbero società come Romeo Gestioni e Prelios (ex Pirelli Re). In realtà, il piano a cui sta lavorando l’Inps è anche più complesso. Diciamo subito che il nuovo gestore del patrimonio immobiliare andrà di fatto a sostituire la società che finora, con alterne fortune, si è occupata dalla questione. Si tratta della Igei spa, che per il 51% fa capo all’Inps stesso e per quote di minoranza a società come Via-nini (gruppo Caltagirone) e Sovigest. Ora, l’Igei risulta essere in liquidazione nientemeno che dal 31 dicembre del 1996. Ma soprattutto è il rendimento di questo residuo patrimonio che non convince i vertici Inps. Con la gara che sta per essere aggiudicata, in sostanza, l’ente vuole un operatore che offra servizi migliori in tre aree principali: il property management, ovvero la gestione dei rapporti contrattuali con i locatari, il recupero delle morosità pregresse, la gestione dei rapporti condominiali; il facility management, ossia la gestione dei servizi tecnici, la fornitura di beni e servizi, i lavori necessari per la manutenzione degli immobili; la valorizzazione del patrimonio, cioè tutte quelle attività di supporto alle vendite oppure, come si legge testualmente nel capitolato tecnico, -a1 trasferimento del patrimonio da reddito in altra forma (apporto a fondi di investimento immobiliare». Dopodiché dal disciplinare di gara si apprende che -il patrimonio immobiliare affidato in gestione con la presente procedura potrà essere trasferito a un fondo immobiliare ad apporto privato, a1 termine di un’apposita procedura a evidenza pubblica finalizzata alla scelta di una società di gestione del risparmio (sgr), deputata a svolgere tutte le attività di gestione, valorizzazione e dismissione del compendio immobiliare apportato dall’istituto al fondo medesimo». È come se nella documentazione di gara che ha l’obiettivo di individuare un nuovo gestore del mattone dell’Inps, l’ente medesimo volesse chiarire che l’obiettivo finale, in realtà, è un altro. E cioè provvedere a una dismissione degli immobili, facendo cassa, grazie all’intervento di una società di gestione di fondi immobiliari. Ora, sul punto si può dire che questo è il progetto a cui Mastrapasqua lavora fin dal suo insediamento al vertice dell’Inps (2008). Il problema, però, è vedere adesso come si concilia l’obiettivo con i piani immobiliari del governo guidato da Mario Monti. Che l’esecutivo possa puntare a dismissioni immobiliari, per esempio, è stato espressamente chiarito la settimana scorsa dal ministro dello sviluppo, Corrado Passera. Ma se questo dovesse avvenire, è chiaro che l’lnps non sarebbe più nelle condizioni di andare avanti da sola. Si vedrà. Nel frattempo Mastrapasqua è diventato presidente di Idea Fimit, una delle principali sgr immobiliari che gestisce 23 fondi per un patrimonio complessivo di 9,8 miliardi di euro. La nomina è effetto della soppressione di Inpdap ed Enpals, i due enti previdenziali azionisti di IdeaFimit (rispettivamente con il 18,33 e I’11,34%), confluiti nell’Inps.

ItaliaOggi – 20 gennaio 2012

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