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Medico in Kosovo disobbedì per salvare una gattina, assolta. Ma dovrà comparire di fronte al tribunale militare per altre accuse

Era accusata di disobbedienza aggravata continuata per aver salvato, mentre si trovava in missione in Kosovo, una gatta che rischiava di morire durante il parto ma è stata assolta. 

Quello compiuto dalla dottoressa Barbara Balanzoni, 40 anni, medico anestesista di Crevalcore (Bologna) in servizio agli ospedali di Pontremoli e Fivizzano, non è stato considerato un reato, ma il medico dovrà ancora comparire di fronte al tribunale militare di Roma per altri due capi di imputazione, diffamazione aggravata e ingiuria aggravata e continuata.

La storia risale al 2012 quando la donna era tenente medico della riserva selezionata dell’esercito in Kosovo. Secondo i suoi superiori, non avrebbe rispettato «l’ordine scritto, emesso il 6 maggio 2012 da parte del comandante della base di non avvicinare animali randagi o incustoditi». «Sono felice e allo stesso tempo amareggiata – ha dichiarato la dottoressa dopo che il tribunale ha lasciato cadere l’accusa di disobbedienza – dato che restano in piedi le altre due accuse». Per Barbara Balanzoni si è mobilitato il mondo animalista e su Facebook la dottoressa ha ricevuto migliaia di messaggi di solidarietà. L’Enpa aveva anche consegnato, nei giorni scorsi, al sottosegretario alla Difesa Roberta Pinotti le firme raccolte sul web a sostegno di Barbara Balanzoni. 

La Stampa – 10 febbraio 2014 

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