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Meningite, corsa al vaccino dopo la tragedia di Susanna. L’ipotesi che la ragazza sia rimasta contagiata in Toscana. Liste d’attesa per la prevenzione a Roma e a Milano

Qualche giorno di vacanza in Maremma prima di partire per Cracovia. Susanna, la 18enne romana morta a Vienna per una meningite fulminante, era stata in Toscana, al Punta Ala camping resort, dal 9 al 23 luglio. E ora la Asl per «estrema precauzione », ha deciso di sottoporre a profilassi tutte le persone che erano state in quella stessa struttura dal 21 al 23: tre giorni calcolati in base al periodo di incubazione della malattia.

Precauzioni che la Toscana ha attivato immediatamente, anche perché quella è una regione sensibile al tema, visto che dal 2015 è stata registrata un’impennata di casi di meningite: in due anni sono stati 66, 52 del tipo C (l’ultimo il 19 luglio), in tutto una decina i decessi. Numeri che l’inverno scorso hanno portato la Regione a promuovere una campagna di vaccinazione intensiva e ad avviare indagini epidemiologiche.

Oggi sarà il giorno dei funerali di Susanna: alle 16, amici e parenti la saluteranno nella sua parrocchia, la San Policarpo. A celebrare la messa sarà Agostino Vallini, il cardinale vicario di Roma. Mentre il Papa, durante l’udienza generale l’ha ricordata così: «Il Signore, che certamente la ha accolta in cielo, conforti i suoi familiari e i suoi amici». Intanto la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha ricordato che «nel piano nazionale dei vaccini sono consigliati anche quelli per la meningite, compresi i nuovi ceppi, è l’unico modo per difendersi», ma l’onda di paura, anche tra chi era stato al raduno cattolico in Polonia, ma non era entrato in stretto contatto con la ragazza, non sembra arrestarsi. E non solo tra quei giovani. A Roma e a Milano moltissime le telefonate di genitori ai medici di famiglia, alle Asl, tanto che Pier Luigi Bartoletti, segretario romano della federazione dei medici di base, parla di «giornate roventi». A macchia di leopardo però la situazione nella capitale, dove per vaccinarsi contro la meningite si seguono percorsi diversi da un’Asl all’altra: nella Asl 1 nessun problema, in quel territorio basta andare in uno dei centri, mettersi in coda e aspettare il proprio turno. Nella 3, invece, i tempi per la prenotazione si allungano anche di 90 giorni. E al Bambino Gesù, l’ospedale pediatrico, si arriva al nuovo anno. A Milano — che registra rispetto ad agosto scorso 100 richieste in più — l’attesa è di almeno un mese e mezzo. Un periodo più lungo del solito, spiegano dall’Ats, dovuto alle ferie. In entrambe le città il vaccino è gratuito per i minori di 18 anni, mentre gli adulti devono pagare il ticket.

A Milano, in più, tra gli adulti viene somministrato solo a chi dichiara di essere in procinto di partire per uno dei Paesi a rischio meningite: per gli altri, c’è la possibilità di comprarlo in farmacia e farselo somministrare dal medico di base. Nessuna attesa a Bari, Palermo e in Liguria, mentre in Piemonte bastano pochi giorni.

Repubblica – 4 agosto 2016 

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