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Mense scolastiche e Covid-19: c’è chi ha chiesto 2,20 € in più a pasto per mettersi in regola. In realtà basta qualche ora in più di lavoro

Il Fatto alimentare (Corrado Giannone – Tecnologo alimentare). Inizio quest’articolo con una storia iniziata nel mese di settembre, alcuni giorni prima dell’inizio delle lezioni e quindi anche del servizio di ristorazione scolastica. La storia si svolge in una cittadina del Centro Italia, che ha affidato a una società di ristorazione il servizio nelle mense scolastiche per un totale di 3 mila pasti giorno tra alunni delle scuole dell’infanzia e delle primarie.

I fatti. Il Responsabile unico del procedimento (Rup) si è visto recapitare una lettera dalla società di ristorazione chiedeva una rinegoziazione del prezzo dei pasti, sia quelli consumati nelle mense e distribuiti in multiporzione, sia quelli confezionati in vaschette termosigillate e consumate nelle aule adibite anche a refettorio. In pratica per i pasti distribuiti con la multiporzione la richiesta è stata di un euro, mentre per quelli contenuti i vaschette termosigillate il sovrapprezzo è stato di due euro e dieci……

Leggi l’articolo del Fatto alimentare 

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