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Micotossine nei mangimi: attenzione agli effetti “incrociati”. L’interazione non è ancora del tutto studiata

Che nei mangimi siano presenti le micotossine non è una novità, così come non è una novità che queste possono nuocere alla salute degli animali che di mangimi si nutrono. E non è una novità neppure che ciascun mangime possa risultare contaminato da più di una micotossina.

Ciò che invece è frutto di recenti studi è che le micotossine, tra loro, interagiscono nei modi più diversi: quando si incontrano due (o più) micotossine l’effetto può essere “additivo” – la tossicità dell’una si somma alla tossicità dell’altra – “sinergico” – la presenza dell’una amplifica la tossicità dell’altra – e “antagonista” – la presenza di una micotossina può “smorzare” la tossicità dell’altra. A questo argomento è stato dedicato un articolo pubblicato su AllAboutFeed magazine a cura di María Ángeles Rodríguez , Marie Gallissot e Pi Nyvall Collen, esperte in micotossine.

Le studiose precisano che, attualmente, i dati sulla tossicità degli effetti combinati delle micotossine sono limitati e che, quindi, l’effettivo rischio per la salute che deriva dall’esposizione a queste tossine è ancora in gran parte sconosciuto. In base alla frequenza e ai loro presunti effetti sulla salute umana e animale, scrivono le studiose, la “top five” delle micotossine agricole più importanti è formata da aflatossine (AF), fumonisine (FB), deossinivalenolo (DON), ocratossina A (OTA) e zearalenone (ZEA). Studi condotti a livello mondiale hanno inoltre messo in evidenza che le fumonisine e il deossinivalenolo sono quelle più frequentemente rilevate, ed è quindi prioritario determinarne la tossicità quando contemporaneamente presenti all’interno di mangimi.

Sia DON che FB, spiegano le ricercatrici, hanno un effetto diretto sulla salute e l’integrità dell’intestino: in particolare DON danneggia le cellule epiteliali intestinali diminuendo la lunghezza dei villi e riducendo la loro superficie e comportando uno scarso assorbimento dei nutrienti aumentando le possibilità, per gli animali, di incorrere in squilibri energetici. In presenza delle fumonisine, inoltre, il rinnovamento delle cellule intestinali danneggiate non funziona correttamente, e i danni causati da DON sui villi intestinali e sull’integrità della parete intestinale non vengono adeguatamente riparati. Non solo: diversi studi hanno inoltre dimostrato che l’effetto congiunto delle fumonisine e del deossinivalenolo sull’integrità dell’intestino aumenta l’assorbimento di altre tossine e micotossine.

Molto, però, deve ancora essere fatto per conoscere meglio le interazioni tra le diverse micotossine. Un settore di ricerca da non sottovalutare, spiegano le tre esperte, perché “la protezione è fondamentale per ottenere prestazioni redditizie e prodotti di buona qualità dai nostri animali”, scrivono. “Migliorare la protezione – concludono – per migliorare le prestazioni”.

mangimialimenti.it – 17 febbraio 2014 

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