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Milleproroghe. Emergenza sanità, medici al lavoro fino a 70 anni. In pensione più tardi a richiesta. Specializzandi in corsia dal terzo anno

Il Sole 24 Ore domenica. Contro il problema della carenza di medici negli ospedali arriva la possibilità di mantenere in servizio i medici del Ssn fino ai 70 anni di età, ma anche di impiegare in corsia, con contratti a tempo determinato, i giovani medici che si stanno specializzando già dal terzo anno di corso. Si tratta di due misure d’emergenza, utilizzabili fino al 31 dicembre 2022, introdotte da una serie di emendamenti al decreto legge Milleproroghe che si trova attualmente in discussione alla Camera.

Contro l’allarme carenza medici negli ospedali arriva la possibilità di mantenere in servizio i medici del Ssn fino a 70 anni, ma anche di impiegare in corsia con contratti a tempo i giovani medici che si stanno specializzando già dal terzo anno di corso. Due misure d’emergenza utilizzabili fino al 31 dicembre 2022. Arrivano anche 45 milioni per rifinanziare la cassa integrazione in deroga per riorganizzazioni o crisi d’azienda. Non solo. Con una serie di emendamenti al decreto Milleproroghe in discussione alla Camera messi a punto dal ministero del Lavoro, spunta un nuovo sostegno ai dipendenti dell’Ilva così come la possibilità per Campania e Veneto di autorizzare un intervento di Cigs per 12 mesi destinato a sostenere le imprese che si trovano nelle aree di crisi industriale complessa e che non hanno accesso alla cassa integrazione a regime. Il pacchetto di correttivi proposti dai tecnici del Lavoro prevede anche: l’estensione al 2020 della cassa integrazione ai dipendenti di imprese della grande distribuzione, la proroga di 12 mesi della cosiddetta Cigs Umbria e l’autorizzazione della mobilità in deroga per le aree di crisi industriale complessa. E per potenziare la formazione e l’assistenza sugli infortuni sul lavoro, l’Inail potrà assumere 310 unità a tempo indeterminato.

Sono solo alcuni degli emendamenti di origine governativa che saranno presentati, come detto, al Milleproroghe. L’esame nel merito delle commissioni Bilancio e Affari costituzionali di Montecitorio partirà soltanto giovedì prossimo. Ma domani scade ufficialmente il termine per la presentazione degli emendamenti tra cui potrebbero essere depositati quelli messi a punto dai ministero del Lavoro e della Salute.

Quest’ultimo con le norme su medici e specializzandi punta ad attuare quanto previsto dal Patto della salute siglato dal ministro Roberto Speranza con le Regioni e il Mef a dicembre. Due misure emergenziali anti carenza che saranno valide fino al 2022. Sui medici la norma prevede la possibilità su istanza dell’interessato di restare in ospedale in caso di necessità «anche oltre il quarantesimo anno di servizio effettivo e comunque non oltre il settantesimo anno di età». La platea interessata a questa opzione – secondo stime del ministero della Salute – si aggira sui 10mila medici da qui al 2022. La norma è a costo zero (il Patto salute ha aggiunto 2 miliardi al Ssn per il 2020) come quella relativa agli specializzandi che potranno essere assunti a tempo determinato previo concorso già dal terzo anno di corso di specializzazione (in media durano 4-5 anni), in questo modo si libereranno risorse per nuovi posti per chi vuole specializzarsi. Con la possibilità inoltre per questi giovani medici di essere assunti a tempo indeterminato una volta conseguito il titolo. Spunta anche una norma di riordino del ministero della Salute con la creazione di una nuova direzione per l’individuazione degli obiettivi e delle priorità dell’azione di governo nella salute.

Sul fronte dell’occupazione il Governo prova a venire in contro alle imprese in crisi che hanno esaurito la disponibilità di utilizzo della Cigs per la complessità dei processi di riorganizzazione o di gestione degli esuberi occupazionali. Con 45 milioni aggiuntivi la dote del fondo sociale per occupazione e formazione finanziato con 50 milioni iniziali dall’ultima legge di bilancio, sale a 95 milioni complessivi che potranno essere utilizzati per prorogare la Cigs in deroga per ulteriori 12 mesi in caso di riorganizzazioni aziendali o di contratti di solidarietà oppure di 6 mesi nei casi di crisi aziendali.

Con un altro correttivo, annunciato già dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, si punta a prorogare per il 2020 l’autorizzazione di spesa di 19 milioni per integrare il trattamento Cigs per i dipendenti del gruppo Ilva. Con altre norme arrivano anche i finanziamenti per la Cigs delle imprese campane e venete in difficoltà e per quelle legate alla reindustrializzazione delle aree colpite dalla crisi del gruppo Merloni come la Tagina ceramiche Spa di Gualdo Tadino.

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