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Ministro Di Girolamo: «Presto nuove norme per evitare spreco cibo»

Caro direttore, mentre ero in viaggio per raggiungere il Consiglio dei ministri dell’Agricoltura a Bruxelles, ho letto l’interessante contributo di Susanna Tamaro sulla riduzione degli sprechi alimentari. È un tema che va affrontato con il massimo impegno soprattutto in sede comunitaria, dove si apre una partita fondamentale.

Già da gennaio 2012 il problema delle eccedenze è stato oggetto di una risoluzione del Parlamento europeo. La questione acquisisce maggiore rilevanza in un periodo di crisi economica come quello che stiamo attraversando. Bisogna porre rimedio a dei numeri che fotografano la gravità della situazione: in Europa si getta cibo per 179 chilogrammi per abitante e contemporaneamente ci sono 79 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà. Di queste solo 16 milioni hanno ricevuto aiuti in grado di assicurare almeno il pasto giornaliero. La Commissione europea, in un recente documento sull’Expo 2015 di Milano, ha ricordato come il 40% del cibo prodotto per il consumo umano venga sprecato. È, dunque, un dovere etico per ogni politico agire con il massimo impegno. Dobbiamo porci come obiettivo quello di dimezzare gli sprechi, ottimizzando il ciclo del recupero delle eccedenze attraverso una normativa semplificata. Allo stesso tempo bisogna lavorare a una norma che tuteli la salute di chi riceve poi effettivamente gli aiuti. La sede in cui bisogna battersi per garantire gli aiuti alle persone in difficoltà è proprio l’Europa. Come ministro delle Politiche agricole continuerò in tutte le sedi, a partire dal Consiglio dei ministri Ue, a chiedere che siano garantite le risorse per proseguire il programma di aiuti agli indigenti gestito dal mio dicastero, con gli enti caritativi coinvolti. È bene ricordare che questo è uno dei pochissimi strumenti efficaci di aiuto che ci sono nel nostro Paese, coprendo il 60% degli interventi alimentari. La situazione è drammatica: solo nel 2012 sono state oltre 3 milioni e mezzo le persone che hanno potuto usufruire dei 126 milioni di interventi alimentari, in forme di pasto o di pacco cibo. Alcuni Stati, tra cui la Germania, hanno chiesto la cancellazione del programma. È un atteggiamento che contrasteremo col massimo impegno, come già abbiamo fatto in Consiglio lo scorso anno. Quando avremo la presidenza dell’Ue metteremo anzi quel programma tra le priorità. Sul piano nazionale, le istituzioni dovranno contribuire fattivamente, come segnalato dalla Tamaro nel suo articolo, favorendo il lavoro fondamentale delle tante associazioni ed enti che hanno messo in piedi il sistema di recupero. Su questo il mio impegno sarà quello di elaborare al più presto iniziative legislative di semplificazione e di sburocratizzazione delle procedure per dare risposte concrete e non lasciare più marcire il cibo a causa di leggi ingiuste. Ovviamente, è necessario che sull’argomento ci sia il contributo di tutti affinché sulla questione si mantenga alta l’attenzione. Tutti noi cittadini dobbiamo avere maggiore consapevolezza nei nostri atteggiamenti limitando gli sprechi. Non è più tollerabile che finiscano nella spazzatura, con tutte le conseguenze ambientali immaginabili, più di 12 miliardi di euro, ovvero un valore pari a tre volte il costo dell’Imu sulla prima casa.

Nunzia De Girolamo – ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali

Il Corriere della Sera – 14 maggio 2013

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