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Monitoraggio Covid. Veneto, Liguria e Calabria con Rt sopra l’1. Rt nazionale sale ancora a quota 0,93. L’Iss: “Mantenere le restrizioni relative ai livelli di rischio anche dopo le feste”

Per la terza settimana consecutiva continua a salire l’indice di trasmissione del virus. In Calabria, Liguria, Veneto, Basilicata, Lombardia e Puglia indice Rt sopra o pari a 1. “L’incidenza in Italia rimane ancora molto elevata e l’impatto dell’epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese”.  Con il monitoraggio settimanale, Iss e Ministero chiedono di mantenere linea del rigore anche perché ad oggi l’Italia dopo le feste sarebbe tutta di colore giallo.  Tabella 1
 Tabella 2

“La Regione Veneto oltre ad un Rt puntuale maggiore di uno si accompagna ad una incidenza particolarmente elevata. Nella settimana di monitoraggio si osserva una diminuzione generale del rischio, principalmente dovuta a una lieve riduzione nei tassi di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e aree mediche”, si legge nel report che sottolinea la necessità di proseguire con le misure restrittive dopo lo feste in Calabria, Liguria e Veneto che presentano uno scenario tipo 2. Questo “desta particolare preoccupazione e pertanto si esorta a considerare di applicare le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti, anche alla fine di queste festività”.

“Continua il segnale di controtendenza nell’indice di trasmissione segnalato nelle due precedenti settimane nell’intero Paese. Questo si realizza in un contesto europeo caratterizzato da un nuovo aumento nel numero di casi in molti paesi Europei e la comparsa di varianti virali segnalate con una potenziale maggiore trasmissione”. È quanto si legge nel nuovo monitoraggio dell’epidemia da Covid 19 relativo al periodo 21/12-27/12.

L’indice Rt per la terza settimana consecutiva è in salita a quota 0,93 rispetto allo 0,90 della settimana scorsa e allo 0,86 di 15 giorni fa. Sono ben 6 le Regioni con un Rt sopra 1 (Calabria 1,09, Liguria 1,07, Veneto 1,07, Basilicata 1,09, Lombardia 1, Puglia 1) e 3 con un indice molto vicino (Emilia 0,98, Friuli 0,96, Marche 0,99). L’incidenza settimanale è a 135 casi x 100 mila abitanti. Un valore ancora molto e lontano “da livelli (50 casi per 100.000 in sette giorni) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Tale situazione conferma la necessità di mantenere nel tempo la linea di rigore delle misure di mitigazione adottate nel periodo delle festività natalizie”. Un monito quindi a Governo e Regioni affinché le misure vengano inasprite anche dopo la Befana, anche perché dopo questo report si evidenzia come al termine delle feste tutta Italia sarà in zona gialla (l’Abruzzo secondo i dati oggi passerebbe da arancione a giallo).

La sintesi

“L’epidemia in Italia – si legge nel Report – si mantiene grave ancora a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali. Tre Regioni/PPAA (Veneto, Liguria, Calabria) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel valore inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2, altre 3 (Basilicata,  Lombardia e Puglia) lo superano nel valore medio, e altre tre lo sfiorano (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche). Questo, insieme alla elevata incidenza che ancora si registra in quasi tutto il territorio, desta particolare preoccupazione e pertanto si esorta a considerare di applicare le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti, anche oltre le scadenze attuali, come descritto nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732. Complessivamente, l’incidenza in Italia rimane ancora molto elevata e l’impatto dell’epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese”.

Preoccupa sempre il Veneto che “oltre ad un Rt puntuale maggiore di uno si accompagna ad una incidenza particolarmente elevata. Questo desta particolare preoccupazione, pertanto nuovamente si esorta ad applicare con urgenza le misure previste per il livello di rischio attribuito in accordo con il documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732”

Nel report poi “si osserva una diminuzione generale dell’impatto della epidemia nei servizi assistenziali, con i tassi di occupazioni dei posti letto in terapia intensiva e aree mediche sotto la soglia critica a livello nazionale per la prima volta dalla fine di ottobre. Comunque, ancora 10 Regioni/PPAA hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve diminuzione da 2.731 (21/12/2020) a 2.565 (28/12/2020); anche il numero di persone ricoverate in aree mediche è diminuito passando da 25.145 (21/12/2020) a 23.932 (28/12/2020). Tale tendenza a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali”.

“Sebbene – prosegue – si osservi una diminuzione dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 gg (305,47 per 100.000 abitanti (14/12/2020 – 27/12/2020) vs 329,53 per 100.000 abitanti nel periodo 7/12/2020-20/12/2020, dati flusso ISS), il valore è ancora lontano da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Questo approccio ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni (attualmente l’incidenza a livello nazionale nei 7gg 21-27 dicembre 2020 aggiornata al 29 dicembre è pari a 134,97 per 100.000 abitanti; tale valore potrebbe essere sottostimato per il basso numero di tamponi nei giorni festivi)”

Come dicevamo nel periodo 8 – 21 dicembre 2020, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,93 (range 0,89 – 1.02) in lieve aumento nelle ultime tre settimane.

Si osserva poi “un aumento nelle allerte di resilienza con 10 Regioni/PPAA che riportano un’allerta di resilienza (vs 4 la settimana precedente). Questo è dovuto principalmente a un aumento nei tassi di positività che potrebbe riflettere il minor numero di test realizzati nel periodo festivo. Nessuna Regione/PPAA riporta molteplici allerte”.

“Sebbene in miglioramento – si legge nel report – , permane una diffusa difficoltà nel mantenere elevata la qualità dei dati riportati al sistema di sorveglianza integrato sia per tempestività (ritardo di notifica dei casi rapportati al sistema di sorveglianza su dati aggregati coordinati dal Ministero della Salute) sia per completezza. Questa settimana per la prima volta in quattro settimane una Regione non ha superato la soglia critica di completezza nell’indicatore 1.1. Il dato epidemiologico analizzato è relativo alla settimana 21-27 dicembre che al momento è il dato consolidato più recente disponibile. Come conseguenza questo può portare ad una possibile sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza.

“Si osserva- si evidenzia – una diminuzione nel numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (31.825 vs 38.154 la settimana precedente), con la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti in lieve aumento al 26,0% (vs 25,4% la settimana precedente). Si osserva, invece, una lieve diminuzione nella percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (32,4 vs 33,0% la settimana precedente). Infine, il 30,0% dei casi è stato rilevato attraverso attività di screening e nel 11,6% non è stata riportata la ragione dell’accertamento diagnostico”

“É complesso – affermano Iss e Ministero – prevedere l’impatto che potrebbe avere il periodo di feste natalizie, tuttavia le aumentate mobilità e interazione interpersonale tipica della socialità di questa stagione potrebbero determinare un aumento rilevante della trasmissione di SARS-CoV-2. Nella situazione descritta, questo comporterebbe un conseguente rapido aumento dei casi a livelli potenzialmente superiori rispetto a quanto osservato a novembre in un contesto in cui l’impatto dell’epidemia sugli operatori sanitari, sui servizi e sulla popolazione è ancora significativamente elevato”.

Iss e Ministero confermano “la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi”.

Nel report infine “si invitano le Regioni/PPAA a realizzare una continua analisi del rischio a livello sub-regionale. É necessario mantenere e/o rafforzare le misure di mitigazione in base al livello di rischio identificato come indicato nel documento “Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732”.

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