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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Cresce il Covid, con l’influenza colpirà almeno metà italiani. I rischi con la riapertura delle scuole e l’arrivo del virus influenzale: cruciale l’avvio a fine ottobre della campagna vaccinale
    Notizie ed Approfondimenti

    Cresce il Covid, con l’influenza colpirà almeno metà italiani. I rischi con la riapertura delle scuole e l’arrivo del virus influenzale: cruciale l’avvio a fine ottobre della campagna vaccinale

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati9 Settembre 2023Aggiornato:13 Dicembre 2023Nessun commento7 Minuti di lettura
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    Marzio Bartoloni, Il Sole 24 Ore. Il Covid avanza con i casi che negli ultimi sette giorni continuano a correre (+44%): i nuovi positivi dal 31 agosto al 6 settembre – secondo l’ultimo report Iss-Salute – sono stati 21309, quattro volte quelli che si registravano a luglio. Ma si tratta di numeri ampiamente sottostimati che non fotografano appieno il boom di casi visto che molti italiani hanno rinunciato a farsi il tampone. La notizia positiva, a conferma che il virus non fa più male come in passato, è che negli ospedali la situazione è ampiamente sotto controllo, anche se c’è una prima inversione: sono 1872 gli italiani ricoverati per Covid (il 3% dei letti occupati in area medica) e solo 49 quelli in terapia intensiva (lo 0,6%). I morti settimanali salgono però a 94 (erano 65).

    A colpire è anche il tasso delle reinfezioni al 39%, segno di un calo dell’immunità per cui chi ha già avuto il Covid non è più protetto soprattutto dalle nuove varianti come la Eris che prevale in Italia (è al 41,9% secondo l’ultima survey dell’Iss). Uno scenario questo che fa dire al direttore generale della prevenzione del ministero della Salute Francesco Vaia che la situazione «non desta allarme, ma richiede attenzione e misure di prudenza». Tra tutte l’avvio della campagna vaccinale con le dosi del nuovo vaccino adattato alle nuove varianti raccomandato a over 60 e fragili: la partenza è prevista tra fine ottobre e novembre – la Francia di fronte alla risalita dei casi sta pensando di anticiparla – con le somministrazioni che saranno fatte in farmacia e negli studi medici. La macchina dovrà partire ora e fissare anche le priorità decidendo anche se e come rendere disponibile il vaccino al resto degli italiani, valutando anche se metterlo a pagamento per le categorie non a rischio (come accade per l’anti influenzale).

    Insomma quello di questi giorni è dunque il primo assaggio di quello che sarà il primo autunno e inverno con il Covid ad emergenza finita (ma con la pandemia ancora in corso) e con la riapertura delle scuole e la ripresa del lavoro nelle città nei prossimi giorni che potrebbe dare una ulteriore spinta. A preoccupare è poi il mix con il virus stagionale dell’influenza (si comincia ad ottobre) che rischia di mettere sotto pressione le strutture sanitarie e il mondo del lavoro: l’anno scorso solo l’influenza ha messo a letto quasi 15 milioni di italiani e quest’anno potrebbe replicare questi numeri e altrettanti italiani potrebbero essere “vittima” del Covid che non segue le stagioni, ma lascia il segno anche per 9-10 mesi.

    «Si tratta di due virus completamente diversi. Si può prendere l’influenza e il Covid anche subito dopo magari nel giro di un mese», avverte Massimo Ciccozzi epidemiologo al Campus Bio-Medico di Roma. Che sottolinea: «Non bisogna fare terrorismo, soprattutto sulle nuove varianti che non sono più patogene. L’importante è usare cautela verso i fragili che devono vaccinarsi e che dobbiamo proteggere indossando le mascherine quando abbiamo il timore di contagiarli. Mascherine che possiamo indossare soprattutto in autunno e inverno sui mezzi pubblici o nei luoghi affollati per difenderci». Per il virologo Fabrizio Pregliasco «ci sarà anche una risalita di decessi e ospedalizzazioni, ma sarà con una proporzionalità inferiore rispetto al passato. Quello che temiamo è l’aumento dei casi tra fragili e anziani». Ecco perché la campagna vaccinale è cruciale. Oms ed Ecdc (il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) lanciano da giorni alert su contagi, calo dell’immunità e importanza delle nuove vaccinazioni. E proprio ieri la Commissione Ue ha ricordato l’arrivo dei vaccini adattati alle varianti.

    Morti, contagi e varianti: il Covid torna a far paura. Allarme dell’Oms. Nel nostro Paese in 7 giorni balzo di positivi (+44%), 94 vittime e ricoveri in salita. Nessun isolamento
    Repubblica. Torna a scuola anche un vecchio compagno di classe, il Covid. A fine vacanze l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) certifica una ripresa dei contagi: +44% l’ultima settimana, con 21.309 casi e sempre più notizie di positivi attorno a noi. Il tracciamento infatti va avanti soprattutto per passaparola: con i tamponi ormai rari e senza obbligo di isolamento, il Covid sulla carta potrebbe essere quasi scomparso. Silvestro Scotti, segretario della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) e medico a Napoli, racconta un aneddoto: «Un paziente che è insegnante è risultato positivo all’autotampone. Dovrebbe rientrare a scuola, e io posso fargli solo un certificato di malattia respiratoria generica. Non posso certificare il Covid in base a un’autodiagnosi». Senza quasi più norme entriamo nella fase del Covid fai da te, con la facoltà per i positivi di uscire, purché con la mascherina. «Anche se hanno voglia di tornare a scuola, i bambini sintomatici devono restare a casa» raccomanda Susanna Esposito, che insegna pediatria all’ateneo di Parma, responsabile del tavolo vaccinazioni della Società italiana di pediatria.
    I sintomi restano blandi, ma non per tutti: 94 i deceduti l’ultima settimana (erano 65 sette giorni prima). «Nessun allarme, ma attenzione e prudenza» dice Francesco Vaia, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, che invita fragili e anziani a vaccinarsi per Covid e influenza, una doppia tegola che rischia di cadere sulla nostra routine: «Il Sars-Cov2 può lasciare un bambino debilitato per giorni» avverte Esposito. «Anche per l’età pediatrica da ottobre arriveranno i vaccini aggiornati alla variante Xbb. L’immunizzazione è consigliata ai fragili. Gli altri possono chiederla al pediatra». Negli adulti il vaccino è raccomandato a over 60 e fragili. Si potranno fare le due iniezioni (Covid e influenza) in una seduta dal medico di famiglia a partire da ottobre. Le nuove fiale, aggiornate al ceppo Xbb, restano valide anche se il panorama delle varianti è in movimento. «Stiamo monitorando le nuove, ma non sembrano più preoccupanti» dice Fabrizio Maggi, direttore della virologia allo Spallanzani di Roma. Il ceppo Xbb è dominante ma in calo, affiancato dal rampante EG.5 (Eris) e dal nuovo BA.2.86 (Pirola), che ha ben 30 mutazioni. «Il virus ha preso la direzione dell’adattamento verso l’ospite, cioè noi, causando sintomi più blandi» spiega Maggi. Il sistema immunitario col tempo ha acquisito due tipi di immunità: quella degli anticorpi, che può farsi spiazzare dalle varianti (è l’origine delle nuove ondate), e quella più duratura dei linfociti, che protegge dai sintomi gravi. «Anche l’influenza — dice Maggi — sembra nella norma. Consiglio però di vaccinarsi. Vedo un po’ di rilassamento ». Esposito ha altri suggerimenti per i bambini (e non solo): «Lavarsi le mani e usare la mascherina in luoghi affollati. Se si fa un tampone casalingo, lo si scelga naso-faringeo. I salivari sono meno sensibili». E ai consigli serve affidarsi vieppiù, con le regole quasi tutte smantellate. Ieri il Ministero dell a Salute ha cancellato l’obbligo di tampone inpronto soccorso, a meno che non si abbiano sintomi, e l’ha inserito negli ospedali in generale, sempre per chi ha sintomi. «Il Ministero è pronto a ripristinare le regole in caso di recrudescenza, ma come misuriamo una recrudescenza — chiede Scotti — senza tamponi certificabili?». I tamponiufficiali sono 20mila al giorno (nelle fasi calde superavamo il milione). Il 12% è positivo: valore piuttosto alto. «Nelle farmacie c’è un aumento di tamponi, autotest e antinfiammatori. La prima settimana di settembre ha raggiunto i numeri delle ultime tre di agosto messe insieme, ma partiamo da valori piccoli» dice Marco Cossolo, presidente di Federfarma. In ospedale i letti con pazienti Covid in una settimana sono passati da 2,7% a 3%. Le terapie intensive da 0,4% a 0,6%. «C’è la ripresa dei casi, ma per la popolazione generale l’infezione non è preoccupante. Anche con le varianti è confinata alle vie aeree superiori, coinvolge poco i polmoni » dice Andrea Antinori, direttore del dipartimento clinico allo Spallanzani. «Anziani e immunocompromessi possono invece ammalarsi gravemente». Più lieve, ma inarrestabile, il virus si espande nell’emisfero nord, avverte l’Oms. Per il segretario Tedros Adhanom Ghebreyesus «preoccupa l’andamento dei casi alle porte dell’inverno. La crescita di ricoveri e decessi mostra che il Covid è qui per restare. Abbiamo ancora bisogno degli strumenti per combatterlo».
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    Precedente Covid. Niente tamponi per gli asintomatici che entrano in Pronto soccorso. Per i sintomatici test anche per ricerca altri virus. La nuova circolare del Ministero della Salute
    Cristina Fortunati
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