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Morti sul lavoro, ecco il decreto multe più alte e imprese sospese.Più facile fermare le aziende inadempienti Si abbassa al 10% la soglia del lavoro nero

Repubblica. Lo hanno annunciato il premier, Mario Draghi, e il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, al termine di una delle tante tragiche giornate scandite dai caduti sul lavoro. Una settimana fa. Ed ora è pronto il decreto con cui il governo prova a fermare il “crimine di pace” che lascia in terra ogni giorno in media tre vittime. Un forte giro di vite nelle sanzioni alle aziende inadempienti (in particolare con la facilitazione delle sospensioni dell’attività d’impresa); un intervento sul lavoro nero; un rafforzamento dell’Ispettorato nazionale del lavoro nel suo ruolo di pivot dell’intera materia fin qui distribuita in tante istituzioni e competenze poco dialoganti; un ampliamento degli organici delle forze ispettive.
Il provvedimento (anticipato ieri da Repubblica online) modifica il Testo unico sulla sicurezza del lavoro con l’ «ampliamento delle competenze dell’Ispettorato nazionale del lavoro», oggi limitate ai soli settori dell’edilizia e del trasporto. «Le modifiche prevedono, inoltre – prosegue il testo – un accentramento in capo all’Ispettorato nazionale del coordinamento dell’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza su lavoro svolta a livello provinciale». In sostanza l’armonizzazione delle Asl, con la previsione di almeno due riunioni all’anno del comitato regionale, convocate dall’Ispettorato.
L’integrazione di tutti i protagonisti della lotta per la sicurezza (dall’Ispettorato alle Asl, dall’Inail all’Inps), è incentrata nell’implementazione della banca dati unica, già prevista dalle norme ma mai decollata: «È istituito il Sistema informativo nazionale per la prevenzione » si legge nella bozza. Ma il vero cambio di passo è sulle sanzioni: «Al fine di far cessare il pericolo per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché di contrastare il lavoro irregolare, l’Ispettorato nazionale, quando riscontra che almeno il 10% dei lavoratori (la soglia era del 20%, ndr ) risulti senza instaurazione del rapporto di lavoro nonché, a prescindere dal settore di intervento, in caso di violazione concernente gli illeciti sulla sicurezza, adotta un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni o, alternativamente, dell’attività lavorativa prestata dai lavoratori interessati dalle violazioni».
Insomma, cade il vincolo della recidiva che caratterizza l’attuale normativa: la sospensione, cioè, oggi è applicabile solo nel caso di reiterazione dell’illecito. Durante la sospensione, l’impresa non potrà avere rapporti con la pubblica amministrazione e dovrà continuare a pagare i dipendenti. «Il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento – specifica il provvedimento – è punito con l’arresto fino a sei mesi».
Oltre a rafforzare l’organico degli ispettori, il decreto punta a coinvolgere le parti sociali, incentivando «l’adesione agli Organismi paritetici » ai quali l’Ispettorato chiederà indicazioni che consentiranno di stabilire (e gratificare con sconti sui premi Inail) le aziende più virtuose nella formazione e nella prevenzione.

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