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Mutui e polizze nel 730 precompilato. I commercialisti: 7 su 10 saranno da rivedere e da integrare. I rischi di una semplificazione

Abituatevi all’idea. Per almeno un paio d’anni il 730 precompilato dovrà essere largamente compilato. A segnalarlo è il Consiglio nazionale dei commercialisti che individua alcune «trappole» disseminate nel percorso. Insomma, dopo il «Benvenuto signor Rossi» con cui verranno accolti i contribuenti del modello precompilato, la strada non sarà tutta in discesa. Al signor Rossi verranno chiesti aggiornamenti, dati e adempimenti con cui completare il modello.

Dalla casa alla scuola

«L’intervento normativo risulta sicuramente apprezzabile — afferma Gerardo Longobardi, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti —. La nuova disciplina ha il pregio di non disperdere l’imponente patrimonio informativo di cui l’Amministrazione finanziaria oggi dispone e di renderlo utilizzabile, oltre che — come è naturale — per le attività di controllo e di contrasto all’evasione, anche per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi. Il tutto con l’obiettivo finale, pienamente condivisibile, di semplificare». Nelle dichiarazioni precompilate confluiranno, tra 2015 e 2016, le spese di sanità, scuola, mutui, polizze vita e contributi previdenziali. È chiaro che ogni cambiamento di ciascuna di queste voci dovrà essere aggiornato, ma questo potrà avvenire automaticamente. Diverso è il discorso per ciò che riguarda i bonus per le ristrutturazioni della case o per altre forme di detrazione fiscale. Alla luce del fatto che a utilizzare la dichiarazione precompilata saranno i lavoratori dipendenti e i pensionati, è ipotizzabile che la maggior parte di loro dovrà far ricorso a qualche aiuto tecnico per completare il quadro della dichiarazione che cambia di anno in anno. Il debutto della precompilata, a partire del 2015, è previsto soltanto «in via sperimentale», ma stando ai dati forniti dalla stessa Agenzia delle Entrate, per il 2015 viene stimato che su circa 20 milioni di 730 precompilati , il 71,7% (pari a più di 14 milioni) di essi avranno bisogno di essere integrati, senza contare le correzioni che si renderanno necessarie per il restante 28,3% (che equivale a 5 milioni e mezzo).

La scadenza del 7 marzo

Anche nel 2016 non ci sarà l’autonomia totale: le precompilate da integrare, pur riducendosi, resteranno comunque circa il 45,2% del totale, equivalenti a più di 9 milioni di modelli 730. «Il punto è — spiega Longobardi — che il processo di semplificazione porta con sé nuovi obblighi di comunicazione a carico dei sostituti d’imposta che dovranno trasmettere, entro il 7 marzo di ogni anno, all’Agenzia delle Entrate, le certificazioni attestanti i redditi erogati, le ritenute, le detrazioni d’imposta effettuate e i contributi previdenziali e assistenziali trattenuti. Il rischio è infatti che, con l’intento di semplificare la presentazione del modello 730, i sostituti d’imposta siano sottoposti ad un tour de force che finirebbe per scaricare su questi ultimi il peso e i costi di tale semplificazione, in un quadro di adempimenti attualmente già troppo gravoso e oneroso per imprese e professionisti».

Multe per i ritardatari

Professionisti e Caf saranno tenuti a effettuare una comunicazione in via telematica per l’inserimento dei dati nella dichiarazione precompilata che dovrà essere resa disponibile entro il 15 aprile di ogni anno. La norma prevede anche una sanzione di 100 euro per ogni certificazione omessa, tardiva o errata. Ma qual è il timore dei commercialisti? «In considerazione dei nuovi obblighi — spiega il presidente del Cndcec — diventa essenziale che l’Agenzia delle Entrate, tramite Sogei, ci metta a disposizione, sin dall’inizio dell’anno, i software e le altre procedure necessarie per trasmettere le certificazioni entro il termine del 7 marzo. Occorre dunque creare le condizioni minime per evitare a sostituti e professionisti di lavorare in condizioni di emergenza, con il rischio anche di vedersi sanzionati in caso di omesso, errato o tardivo invio della comunicazione». Dunque al signor Rossi l’idea del precompilato piace e ringrazia per l’attenzione. Esprime un unico desiderio: che l’ufficio complicazioni pratiche semplici rimanga chiuso.

Il Corriere della Sera – 1 novembre 2014 

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