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Nella Marca positivo l’11% dei tamponi. Benazzi: «Sono numeri impressionanti». La media veneta è del 3%. In 14 comuni trevigiani risulta contagiato un residente ogni cento

Il Corriere del Veneto. Un tampone su dieci è positivo: non era mai successo che i Covid point dell’Usl 2 riscontrassero una percentuale così elevata di infezioni. Non sorprende, guardando il trend dei contagi (anche ieri più di mille nella Marca) ma preoccupa perché l’epidemia corre veloce.

Lo conferma l’incidenza nei Comuni: quattordici sono arrivati a toccare i mille contagi settimanali su 100 mila abitanti, significa che un abitante su cento è risultato positivo al Covid ed è tutt’ora in isolamento assieme ai familiari.

Altri 32 Comuni hanno sforato i 700 casi. «Tutti i distretti registrano un aumento, la punta più alta è in quello di Pieve di Soligo con 786 casi su 100 mila – spiega il dg Francesco Benazzi -. Asolo registra 766 casi». Quando l’Asolano e la Castellana avevano superato i 600 casi, Benazzi aveva lanciato l’allarme chiedendo ai sindaci di introdurre l’obbligo di mascherina all’aperto. Molti avevano aderito per tutelare i cittadini, le ordinanze erano arrivate nel giro di pochi giorni, ma i numeri, anziché rallentare, hanno subito un’altra impennata. E con numeri mai visti prima.

«Sono prevalentemente le zone in cui avevamo già suggerito provvedimenti – continua il dg -. Possiamo solo invitare tutti all’attenzione e mantenere il più possibile distanze e continuare a usare la mascherina. La medica provinciale è 667 su 100 mila, a dicembre 2020 eravamo a 587». Ogni giorno vengono effettuati nei Covid-point dell’azienda sanitaria fra 6 e 8 mila tamponi: «Le positività sono il 10,99%, fa impressione» commenta Benazzi. Soprattutto è tre volte la media regionale: il Veneto infatti ha un’incidenza di positivi del 3,24%, di poco inferiore alla media nazionale. Treviso, da sola, segna un record assoluto.

I trevigiani hanno fatto incetta di tamponi rapidi fai-da-te nelle farmacie e nei supermercati, sono praticamente introvabili: vogliono sentirsi sicuri prima di incontrare parenti e amici durante le feste. L’Usl 2 ne ha ancora a sufficienza per erogare il servizio nei Covid point, non ci sono carenze.

L’indice Rt della Marca è più basso rispetto ai picchi di qualche settimana fa perché viene calcolato anche sulla base dei ricoveri: le ospedalizzazioni sono inferiori al 2020. A luglio l’Rt aveva superato il livello 3.4, era arrivato a 1.7 nel mese di novembre, ieri ha toccato quota 1.08 (la soglia di sicurezza è sotto l’1). I ricoveri sono 308, un altro leggerissimo calo; 25 persone sono in rianimazione, gli ultimi due accessi sono di due uomini di 57 e 70 anni. «Speriamo che sia una stabilizzazione ma è ancora presto per definirlo un trend» dice Benazzi.

Per quanto riguarda le terze dosi vaccinali, la copertura comincia ad essere significativa: con quasi ottomila booster al giorno, fra la popolazione over 80 i tri-vaccinati sono il 61,8% e diventeranno il 72,3% sulla base delle prenotazioni fatte entro la fine di febbraio; fra la popolazione sopra i 5 anni, le terze dosi coprono il 23,6% e arriveranno al 51% a febbraio. In due mesi potranno vaccinarsi 160 mila trevigiani. «Siamo organizzati per fare anche diecimila somministrazioni al giorno, invito i trevigiani a prenotare – chiude Benazzi -. La protezione nella nostra Usl è buona, sulla popolazione vaccinabile i cicli completi sono il 79,2%, quasi un cittadino su otto. Ma entro fine anno arriveremo all’83%» .

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