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Neonicotinoidi, Coldiretti: limitare divieto alla sola concia delle sementi

Prosegue a ritmo serrato la discussione in sede comunitaria e nazionale sulla proposta di divieto avanzata dalla Commissione Ue sull’uso dei tre neonicotinoidi (clothianidin, thiamethoxam e imidacloprid), per gli impieghi al suolo, i trattamenti pre-fogliari e in forma granulare non solo per mais, soia, cotone e girasole, ma anche per una serie di colture la maggior parte delle quali sono produzioni ortofrutticole tipicamente italiane e dell’area mediterranea. L’argomento sarà discusso al Comitato d’appello il 29 aprile.

Coldiretti ha ufficialmente comunicato al Ministero delle Politiche Agricole e al Ministero della Salute che condivide il divieto d’uso dei neonicotinoidi solo limitatamente alla concia e alle quattro colture sopra indicate, per le quali il rapporto Efsa (l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare) ha per il momento individuato, sulla base degli studi disponibili, delle effettive criticità. Quindi, non appare opportuno penalizzare le colture italiane sulla base di divieti che non sono giustificati da dati scientifici e vanno ben oltre quanto emerso dalle ricerche compiute in questo campo.

Infatti, se venisse approvato il divieto nelle modalità estensive proposte dalla Commissione Ue, si escluderebbe l’uso di un’ importante famiglia di sostanze attive, con grandi ripercussioni sull’intera filiera agroalimentare. Del resto il rapporto Report Efsa al quale la Commissione si riferisce: riguarda esclusivamente gli impieghi in concia su un numero limitato di colture; non invoca alcun divieto generalizzato di utilizzo di tali agrofarmaci; riconosce un elevato grado di incertezza, in quanto anticipa l’uso di linee guida di valutazione (Bee Guidance Document) attualmente ancora in discussione a livello europeo e non ancora condivise ed adottate nella loro versione finale.

Lo Stato italiano, a partire dal 2008, ha inoltre adottato un provvedimento di sospensiva, reiterata nel tempo fino ad oggi, dei prodotti concianti, di per sé molto restrittivo in forza del principio di precauzione: estendere tale approccio anche a prodotti fitosanitari, destinati all’applicazione al suolo, agli usi fogliari ed in forma granulare sarebbe ancora più penalizzante e ingiustificato in considerazione delle risultanze non conclusive degli studi scientifici.

Oltretutto, il Ministero della Salute ha rilasciato registrazioni di prodotti fitosanitari, per questi impieghi, ancora di recente e i singoli dossier hanno toccato tutti gli aspetti di possibile profilo di rischio.

Coldiretti ritiene, pertanto, che l’opposizione alla proposta del provvedimento europeo formulato in maniera così estensiva, sia doverosa e soprattutto funzionale alle necessità agronomiche degli agricoltori che sarebbero privati di questi fondamentali strumenti di intervento. Anche perché le produzioni che maggiormente beneficiano di questi mezzi tecnici sono quelle caratteristiche dell’Italia e, quindi, destano poco interesse in altri Paesi dell’Ue.

Coldiretti ha, quindi, evidenziato alle amministrazioni nazionali competenti, l’assoluta importanza di assumere in sede europea posizioni a sostegno di un processo normativo che poggi esclusivamente su basi scientifiche inconfutabili e complete e che porti all’adozione delle più efficaci e moderne misure di gestione inerenti agli impieghi esistenti, granulari e fogliari, così come del resto lo stesso Rapporto Efsa indica.

Pertanto, relativamente alla bozza di regolamento proposta dalla Commissione Ue, Coldiretti reputa necessario confermare la scelta effettuata dal nostro Paese in merito alla sospensione d’uso dei principi attivi in questione, solo per la concia delle sementi.

Il Mipaaf intende scrivere alla Commissione evidenziando che i sospetti sui danni provocati dall’ uso dei neonicotinoidi sugli alveari, sono stati rinforzati dai risultati del progetto Apenet/Beenet e, pertanto, condivide la proposta di non autorizzare l’uso dei principi attivi in questione per gli impieghi come concianti delle sementi.

Al contempo, sottolinea la necessità di non prevedere tale divieto per le confettatura delle sementi ed in particolare delle sementi di barbabietola da zucchero, in considerazione delle modalità di confettatura del seme, che esclude emissioni di polveri durante la semina.

Allo stesso modo, il Ministero intende chiedere alla Commissione di escludere dalla limitazione, la concia dei tuberi-seme delle patate in quanto questi vengono trattati con formulazioni liquide contemporaneamente alla fase di trapianto e con immediata copertura del terreno, escludendo, quindi, la possibilità di emissioni di polveri e pertanto, domanda di stralciare dal testo della proposta di regolamento, il divieto di utilizzo di tali sostanze per lo specifico impiego fogliare nelle fasi di pre e post fioritura.

A fronte di tale posizione, sostanzialmente condivisibile, Coldiretti, però, ha domandato che l’Italia richieda anche l’uso dei neonicotinoidi in forma granulare in quanto il loro divieto d’impiego, penalizzerebbe in modo sensibile il comparto ortofrutticolo italiano

ilpuntocoldiretti – 24 aprile 2013

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