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New York dice addio alle carrozze a cavalli. Il nuovo sindaco De Blasio: meglio i tour con auto d’epoca

Per 130 anni sono state una delle attrazioni più suggestive e romantiche della Grande Mela, simbolo di un legame profondo col passato in una città dominata dal progresso. Oggi rischiano di scomparire per volontà del nuovo sindaco di New York, Bill De Blasio. Sono le carrozze di Central Park, i cocchi a quattro ruote trainati da cavalli di razza che hanno portato in giro per i viali del polmone verde della City milioni e milioni di persone.

Un mestiere, quello del cocchiere, divenuto un’icona secolare di New York, quasi una missione per decine di persone soprattutto di origine italiana, irlandese e turca, che si sono messe alla guida delle carrozze sin da giovanissimi, una volta terminati gli studi liceali. Poi è arrivato il nuovo primo cittadino che, ispirato da uno spirito liberal tutto suo, ha deciso che questo mestiere non poteva essere più tollerato.

«Metteremo la parola fine alle corse in carrozza – ha dichiarato durante una conferenza stampa prima dell’insediamento a City Hall -. Si tratta di una pratica inumana, non adatta ai nostri tempi. Il 2014 ne segnerà lo stop». Così è deciso e a breve Central Park sarà orfana di carrozze, cavalli e cocchieri. Cosa ne sarà però delle decine di vettorini e delle quattro vettorine donne che nella maggior parte dei casi non hanno fatto nulla di diverso nella vita se non guidare il loro calesse?

«Cosa farò? No ne ho proprio idea», dice Sal Ruggeri, mentre accomoda la coperta sulle gambe di due turisti saliti sulla sua carrozza. Sal vive a Bensonhurst, quartiere italiano di Brooklyn, ed è proprietario di un cocchio e due cavalli, Charlie e Lester. Ha iniziato a fare questo mestiere quando aveva 19 anni. «Ho guidato la carrozza per 32 anni, ho portato in giro migliaia di persone, ho visto New York cambiare in tutte le sue sfumature, perchè fare il mio lavoro ti consente di essere un osservatore privilegiato della strada».

La risposta di Sal è un po’ quella di tutti i suoi colleghi parcheggiati a Central Park South, la via da dove inizia il tour equestre del parco. Alcuni non rispondono nemmeno, sono schivi e amareggiati, altri si limitano a dire che «tutto questo non ha senso» e che per colpa di De Blasio ci sarà una «diaspora» dei cocchieri. Alcuni operatori del settore turistico accennano un paio di ipotesi sul futuro dei vettorini: potrebbero essere impiegati come guide per tour organizzati o come portieri di albergo o di condomini di lusso.

Ma da parte dei cocchieri c’è una diffidenza di fondo, anche perchè si tratta di mestieri che garantiscono redditi assai meno generosi, visto che guidare il cocchio permette di guadagnare anche 120 mila dollari l’anno, sebbene le spese di mantenimento del cavallo siano onerose. De Blasio, davanti al rischio di una perdita di popolarità ha presentato un suo piano, quello di sostituire le carrozze con auto d’epoca e mettere alla guida gli ex vettorini. Un’ipotesi che, oltre ad aver sollevato l’ira degli ambientalisti, ha scatenato l’ilarità dei diretti interessati.

«È ridicolo: le carrozze di Central Park sono come le gondole a Venezia – dice Ian McKeever, un altro cocchiere -. Il nostro destino è segnato, dovremo mandare in pensione i nostri cavalli e ognuno di noi se ne andrà per la propria strada: una pagina storica di questa città sarà cancellata».

La Stampa – 15 gennaio 2014 

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