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Nordest. Pagelle reparti ospedali: ecco dove si cura meglio

A Nordest quali sono gli ospedali e reparti a rischio chiusura? Qualità delle cure e costi: verifiche in 1.475 strutture sanitarie per scoprire quali superano l’esame e quali sono bocciate

Dividere gli ospedali in “buoni e cattivi” è un esercizio abbastanza diffuso. Spesso legato a criteri soggettivi. Ma il compito che il Ministero ha affidato all’Agenas (Agenzia italiana per la salute) è fondato su dati quanto più oggettivi: verificare in 1475 strutture se la sanità funziona o no. E per farlo l’Agenas ha analizzato 11 milioni di schede di dimissione in chirurgia, ortopedia, ostetricia, neurologia e cardiologia.

Una mole mastodontica di dati (ripresi e analizzati anche dalla rivista Focus in uno speciale) per verificare dove i pazienti sono meglio curati, ma soprattutto quante strutture sanitarie ci siano che ricoverano solo qualche decina di pazienti l’anno e che quindi, secondo i criteri universali (Organizzazione mondiale della Sanità, ad esempio), sono considerate poco sicure, oltre che scarsamente economiche.

Una griglia che sicuramente serve per tracciare, anche a Nordest, una mappa della “buona sanità”, ma che può essere utile per evidenziare quali sono in Veneto e in Friuli Venezia Giulia i reparti o le strutture inadeguate e, quindi, almeno sulla carta, da chiudere. Quelle, per capirci, che, per quanto riguarda il Veneto, potrebbero presto cadere sotto la scure delle “schede ospedaliere” che la Regione sta approntando per riorganizzare il sistema sanitario regionale e recuperare qualche centinaio di posti letto.

Per quanto riguarda neurologia, come si può vedere nella tabella della pagina accanto, ad esempio, l’ospedale Magaglini di Verona, ricovera 8 persone l’anno, S. Biagio a Bovolone 2, Calvi di Noale 2, ospedale di Lonigo 7, come quello di Asiago; due a villa Maria di Padova, 3 al S. Camillo di Treviso. In Friuli Venezia Giulia, la media negli ospedali va da 30 a 40 pazienti. Ma se anche guardiamo i numeri maggiori, balza gli occhi come nel Veneto 29 reparti di neurologia non superino mai i 47 pazienti l’anno. E come in questi reparti l’indice di mortalità a 30 giorni dal ricovero oscilli dal 10 al 37 per cento.

La cardiologia, altra branca della medicina molto “frequentata”, (infarto del miocardio) ha in Veneto ben 41 reparti che hanno meno di 62 ricoveri l’anno, 22 dei quali sotto i 10. Anche in questo caso la mortalità per infarto acuto del miocardio a 30 giorni dal ricovero oscilla dal 10 per cento al 53 per cento. Dieci gli ospedali in Friuli Venezia Giulia ricoverano meno di 54 pazienti l’anno, 5 addirittura meno di 5.

Risultati analoghi emergono dall’ortopedia (frattura del collo del femore la patologia di riferimento): in Veneto ben 30 ospedali “vedono” meno di 50 pazienti l’anno: 16 meno di 5. Nel Friuli Venezia Giulia le strutture con pochi ingressi sono 5.

«Questi dati fanno parte del Piano nazionale “Esiti”, voluto dal Ministro, implementato da Agenas. Sono i primi risultati e per la prima volta vengono resi pubblici – spiega il dottor Domenico Mantoan, segretario generale della sanità del Veneto e componente del cda dell’Agenas – É un modello che può servire alle Regioni per lavorare e migliorare i servizi ed è anche un grande strumento per i cittadini. Ma non deve essere assolutamente letta come una pagella degli ospedali».

Gazzettino – 4 settembre 2012

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