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Nota al Def. Il pareggio di bilancio verso lo slittamento. Deficit a fine anno al 3,1%

Dovrebbe salire al 3,1% il rapporto per il 2013 tra il deficit tendenziale e il Pil, il Prodotto interno lordo, nella nota di aggiornamento al Def, il Documento di economia e finanza, che verrà presentata domani in Consiglio dei ministri. Un peggioramento rispetto al -2,9% del precedente testo di aprile, che però secondo il Tesoro non dovrebbe portare ad una manovra correttiva.

Per restare sotto la soglia del 3% basterebbero una serie di aggiustamenti che fonti del governo giudicano di minimo impatto. Lo 0,1% del Pil vale un miliardo e mezzo di euro, qualcosa in più di quanto necessario per evitare l’aumento dell’Iva, intervento al quale non a caso il governo sembra aver rinunciato. Ma è possibile che venga rallentato anche il ritmo dei pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione, capitolo sul quale il governo ha da poco aggiunto altri 10 miliardi di euro.

Non è l’unica sorpresa che potrebbe entrare nel documento che arriverà domani sul tavolo di Palazzo Chigi. È possibile che il pareggio di bilancio strutturale venga raggiunto non più nel 2013, come stabilito finora, ma solo l’anno prossimo. Perché? Il pareggio viene calcolato sulla base del cosiddetto Pil potenziale, cioé quello previsto che però, a causa della crisi, viene costantemente rivisto al ribasso al momento dei conti effettivi. Lo stesso commissario europeo Olli Rehn, nella sua visita a Roma, ha detto che l’Italia è in linea con questo obiettivo per il 2014 senza fare cenno al 2013. Nessun problema per Bruxelles, insomma. Nonostante il pareggio sia uno dei capisaldi del cosiddetto Fiscal compact, sia stato per mesi al centro del dibattito politico e sembrasse la medicina per tutti i mali italiani al punto che, anche se con formula sfumata, l’abbiamo portato addirittura in Costituzione.

Altro nodo le previsioni per il Pil 2013. Ieri Standard and Poor’s ha reso nota la sua stima, -1,9% contro il -1,3% finora previsto dal governo. Quale sarà il valore indicato domani? Logica vorrebbe che sia intorno a quota -1,6/1,7%, visto che dopo il primo semestre l’Istat dava per acquisito un calo dell’1,8% su base annua e lo stesso ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha detto più volte di aspettarsi una leggera ripresa negli ultimi mesi dell’anno.

Anche oggi si riunirà il Consiglio dei ministri, ma per discutere «Destinazione Italia», piano per attirare gli investimenti esteri sotto forma di documento programmatico aperto alla consultazione pubblica che entro un mese si trasformerà in un decreto legge. A ottobre toccherà invece alla legge di Stabilità, dove il ministro del Lavoro Enrico Giovannini vorrebbe mettere il primo mattone del Sia, il sostegno per l’inclusione attiva rivolto alle famiglie più povere. Costo previsto almeno 1,5 miliardi di euro.

Lorenzo Salvia – Corriere della Sera – 19 settembre 2013 

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