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Nuova Castelli-Alival, dopo le nozze c’è la Borsa. Il gigante del formaggio: con il fondo Charterhouse cresceremo ancora

Alberto Ferrarese. Nuova Castelli e Alival avviano l’integrazione e il nuovo gigante italiano del formaggio guarda in prospettiva alla borsa. Dopo l’acquisizione di Alival da parte della Nuova Castelli di Dante Bigi, in questi giorni vengono definiti gli ultimi dettagli per il passaggio dell’80% del nuovo gruppo al fondo di private equity britannico Charterhouse Capital Partners per una cifra di 350 milioni di euro. L’operazione dovrebbe essere conclusa entro la fine dell’anno e potrebbe preludere allo sbarco a piazza Affari.

Intanto è iniziata l’aggregazione tra Alival, leader in Italia nella produzione di formaggi a pasta filata, e Nuova Castelli, principale produttore ed esportatore italiano di Grana padano e Parmigiano reggiano. «Già da ora – spiega il presidente e Ad di Alival Luigi Fici – avviamo l’integrazione industriale, un’operazione complessa ma anche semplice dato che non ci sono sovrapposizioni, ognuno opera in un settore diverso e da venti anni abbiamo proficue relazioni commerciali. Insieme diventiamo uno dei principali, se non il principale, player del settore». Per completare questa parte del percorso occorreranno circa 24 mesi. L’obiettivo è quello di consolidare la presenza in Italia ma anche all’estero, puntando a nuovi mercati. «C’è molto spazio in cui svilupparsi nei mercati in cui siamo già presenti, in primo luogo Francia e Inghilterra, ma cercheremo di aprirne anche altri, sempre tenendo fede al nostro impegno di valorizzare al massimo le filiere produttive nazionali». In prospettiva l’idea è quella della quotazione sul mercato azionario. «Naturalmente – rileva Fici – l’obiettivo di un fondo come Charterhouse Capital Partners è quello di valorizzare l’investimento e in questo senso la borsa è sicuramente la soluzione prioritaria».

I numeri del nuovo soggetto sono rilevanti. Alival (che, dopo aver rischiato la chiusura per difficoltà finanziarie tre anni fa, lo scorso anno aveva incorporato tre stabilimenti produttivi a Pienza, sul Monte Amiata e a Reggio Calabria) guida dalla sede di Ponte Buggianese in provincia di Pistoia una realtà con circa 500 dipendenti e 180 milioni annui di fatturato. Tra i suoi marchi ci sono Mandara, Agrisole e Fattorie del Sole. Nuova Castelli, con sede a Reggio Emilia, produce Parmigiano Reggiano, Grana padano e gorgonzola in 5 stabilimenti, con 700 dipendenti e un fatturato di circa 300 milioni di euro, generato principalmente all’estero, in particolar modo in Francia, Germania, Gran Bretagna e Russia. Il passaggio a Charterhouse prevede un investimento di un centinaio di milioni di euro per sviluppare ulteriormente la produzione, con l’obiettivo di arrivare a un fatturato annuo di 800 milioni. «Il merito di questa operazione – conclude Fici – è di Dante Bigi, un imprenditore che, caso raro, ha cercato di sviluppare la società anche con l’ingresso di importanti partner e sempre con l’obiettivo di mantenere i livelli occupazionali: anche tutte le ristrutturazioni compiute non hanno mai visto licenziamenti».

La Stampa – 30 giugno 2014 

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