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Nuova investigazione di Animal Equality. La macellazione choc dei capretti: «Appesi e sgozzati ancora coscienti»

Nuova investigazione di Animal Equality: gli attivisti sotto copertura raccolgono le immagini di allevamenti e macelli in vista della Pasqua. di Beatrice Montini. La prima scena si svolge in un allevamento in Lazio. Si tratta della pesatura che avviene prima che gli agnelli vengano portati al macello. Un gruppo di uomini preleva gli animali dai recinti e poi li appende: gli agnelli vengono letteralmente legati tutti insieme per l’estremità delle zampe anteriori.

A «mazzi«. Se ne contano almeno sette, forse otto, stretti assieme mentre belano e scalciano. Il video scorre. Ci troviamo in Lombardia per la macellazione dei capretti. Prima li vediamo ammassati, nel tunnel, dove attendono di essere uccisi. Poi vengono afferrati per la gola, storditi con l’elettricità (elettronarcosi) o con una pistola a proiettile coaptivo sparato in mezzo alla fronte, metodi che per legge dovrebbero rendere incoscienti gli animali prima della macellazione. Ma, nel caso mostrato dal video, l’operazione non funziona. Dopo due tentativi di stordimento il capretto è ancora perfettamente cosciente e viene così di nuovo appeso per essere sgozzato mentre ancora si dibatte e bela.

La denuncia

Sono alcune delle immagini contenute nella nuova investigazione realizzata daAnimal Equality (un’organizzazione internazionale per i diritti animali presente oltre che in Italia anche nel Regno Unito, in Spagna, in Germania, in Venezuela, in Messico e in India) diffusa a ridosso della Pasqua 2014. Un video di pochi minuti, in cui le crude immagini dell’attesa degli agnelli e della loro macellazione vengono commentate dalla voce dell’attrice Claudia Zanella, da anni impegnata nella difesa dei diritti animali. «Il materiale raccolto dai nostri investigatori negli allevamenti e nei macelli italiani espone una realtà diffusa e non casi isolati – commenta Fabrizia Angelini portavoce di Animal Equality in Italia (che lo scorso anno aveva già reso pubblica un’investigazione sullo stesso tema) – Nel video sono mostrate scene mai viste prima di reali abusi e violenze inimmaginabili inflitti a cuccioli che, uccisi ad appena un mese di vita, sono destinati a diventare cibo “tradizionale” sulle tavole del nostro Paese» .

L’investigazione sotto copertura

Il video è frutto di un lavoro di investigazione svolto sotto copertura e con telecamere nascoste. Per la parte relativa alla pesatura, tutto è iniziato con una segnalazione. «Dopo aver visto il video denuncia dello scorso anno alcune persone ci hanno contattato per denunciare quanto avevano notato passando da una strada vicino ad un allevamento in Lazio – spiegano gli attivisti – L’intera scena, che è durata oltre due ore, è girata dalla strada che passa vicino all’allevamento. Abbiamo dovuto fare appostamenti mattutini per 3 settimane, attendendo il triste momento in cui gli animali vengono ritenuti adatti per essere macellati». «La pesatura che vediamo nel video – sottolineano ancora gli attivisti – è condotta con una modalità di contenimento molto dolorosa, che può portare lesioni come strappi muscolari e dei legamenti. Tale posizione è molto innaturale per questi animali e li induce a scalciare nel tentativo di trovare una postura meno stressante, con conseguente rischio di lesioni gravi come la lussazione della spalla o la frattura delle zampe». Le immagini mostrano anche altro. Agnellini spaventati e spauriti.Animali stipati in spazi ristretti, senza ripari, in mezzo a rifiuti e rottami; pecore malate, lasciate per ore legate, allontanate dal gregge, senza alcuna cura veterinaria. «Queste scene, documentate nell’investigazione, non sono che il preludio ad una fine tremendamente dolorosa, come dimostrano le immagini realizzate dagli attivisti» dicono ancora da Animal Equality.

Consumi in calo

Secondo le stime ogni anno in Italia vengono uccisi più di 4 milioni di agnelli e capretti, compresi quelli importati dall’Est Europa. Sono circa 800.000 gli animali uccisi nelle sole settimane precedenti la Pasqua. Tuttavia le denunce degli attivisti e la crisi economica hanno fatto registrare una controtendenza. «Il 2013 ci ha mostrato delle cifre che dovrebbero far riflettere – dice ancora la portavoce dell’organizzazione Fabrizia Angelini – Oltre ad una evidente ripercussione choc scaturita anche con la reazione mediatica dello scorso anno, i dati diffusi attraverso dalla stessa industria ovina (Confagri) parlano chiaro: durante la scorsa Pasqua la riduzione degli ordini di carne d’agnello è arrivata al 40% provocando un calo di vendite annuali di circa il 15%. La scorsa Pasqua agnelli, capretti e pecore mandati al macello sono poco meno di 550.000, rispetto agli 800.000 dell’anno precedente».

Accanto alla diffusione dell’investigazione, Animal Equality ha lanciato anche la campagna nazionale «Salva un Agnello»: già oltre diecimila persone hanno sottoscritto il loro impegno a non consumare carne di agnello e capretto durante la prossima Pasqua, attraverso l’apposito form sul sito. Tra le adesioni anche quelle do anche alcuni volti noti dello spettacolo: il conduttore Red Ronnie, la scrittrice e dj Paola Maugeri. Oipa ha invece scelto la strategia delle affissioniin tutte le fermate delle linee metropolitane di Milano e Roma. I manifesti mostrano un agnello contrapposto a un cucciolo di cane e a un cucciolo di gatto. Mentre accanto ai due cuccioli «d’affezione» compare la scritta «M’ama», l’agnello è accostato alla scritta «Mi mangia». «Obiettivo della campagna è infatti indurre a una riflessione sulle motivazioni che spingono ad amare e considerare compagni di vita alcuni animali, e a considerare solo cibo altri», spiegano dall’Oipa. Infine la Lav, come ogni anno, invita gli italiani a “cambiare menu” con un apposito sito (www.cambiamenu.it). «Sebbene in dieci anni la macellazione di ovicaprini sia diminuita di più della metà, passando da più di 7 milioni di animali macellati nel 2004 ai 3 milioni macellati nel 2013 (dati Istat), la strada per un’alimentazione cruelty free è ancora lunga – commenta Paola Segurini, responsabile LAV settore Veg – anche se la consapevolezza dell’importanza, per il Pianeta, per gli animali e per la salute, delle scelte individuali a tavola sta aumentando».

Corriere.it – 15 aprile 2014 

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